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il bomber dell’empoli 

Il Mancuso-show Dorme un tempo poi il tornado: 4 gol in 14’...

David Biuzzi
Il Mancuso-show Dorme un tempo poi il tornado: 4 gol in 14’...

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/ CHIAVARI

Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, ricorda tanto Miroslav Gattone Mecir, l’esteta del tennis (gli appassionati della racchetta diversamente giovani lo ricorderanno di sicuro) che faceva impazzire il circuito a fine anni ’80). Non sbuffa, non urla, non fa niente - dicevano del cecoslovacco - eppure d’un tratto vince il punto. Storia d’altri tempi, anche geopolitici, ma Leonardo Mancuso, attaccante dell’Empoli, merita davvero il soprannome di Gattone.

A Chiavari, ad esempio, dopo un primo tempo anonimo (come tutto l’Empoli, sotto di uno con la Virtus Entella) ha deciso che era il momento di fare il punto. Anzi, i punti. Quattro, per la precisione, come i gol che realizzato tra l’11’ e il 26’ della ripresa: in 14 minuti e 34 secondi. Un record. Come lo era già la tripletta firmata in 3’39”. E con tutto il repertorio: colpo di testa per iniziare, quindi due di sinistro (il secondo tra le gambe del portiere) e infine (il più bello) una sberla al volo col destro dal limite dell’area. Tanta roba.

«Eh già – ha raccontato a fine gara, ovviamente senza sorridere troppo – non capita tutti i giorni di fare 4 gol. E poi sono serviti tutti». L’Empoli, infatti, alla fine ha vinto 5-2, incassando il secondo dopo il poker del suo bomber (ora a quota 7 in classifica marcatori) e chiudendo la cinquina allo scadere (con lo svizzero Haas, l’intruso).

Ed è vero che non capita tutti giorni, ma a lui era già capitato. A marzo 2015, in C, con la maglia della Sambenedettese (vittoria per 5-2, pure quella, col Sud Tirol). Agli azzurri, invece, era successo nel dicembre (il 9) di 13 anni fa (2007): poker di Nicola Pozzi nel 4-1 interno sul Cagliari. Mai, però, in così poco tempo: un gol ogni 218,5 secondi, poco più di 3 minuti e mezzo. Dal campo, Mancuso, se n’è poi uscito col pallone sotto braccio, quello che si era già guadagnato a quota tre. Con il primo pensiero per il papà. «Prima della partita – ha raccontato – mi ha mandato un messaggio su WhatsApp senza testo, ma con tre palloni». Ha fatto meglio, il Gattone di casa Empoli.

E ora? Beh, con un bomber così perché non sognare? «Perché giochiamo ogni tre giorni – sottolinea lui – quindi testa bassa e pedalare. Il nostro obiettivo, dal primo giorno, è costruire qualcosa». Già, come Mecir. Che zitto e sornione non ha mai vinto uno Slam (due finali perse) ma un oro olimpico sì, quello di Seul. Mica poco. —

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