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AVEVA 75 ANNI E VIVEVA ALL’ISOLA D’ELBA 

L’ultima derapata Addio Lele Pinto, stella del rally

L.C.
L’ultima derapata Addio Lele Pinto, stella del rally

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PORTOFERRAIO

L’isola d’Elba e il mondo del rally hanno perso, ieri, un autentico mito. Raffaele Pinto, campione indimenticabile delle quattro ruote, è morto in ospedale a Cecina, dove era stato ricoverato lunedì in seguito a un repentino peggioramento delle sue condizioni di salute. Aveva 75 anni e da tempo non stava bene. Lui, uomo del nord, ha trascorso una vita a sgassare sulle strade di tutto il mondo, ma poi ha scelto l’Elba per trascorrere i restanti capitoli della sua vita eccezionale, nella casa di Capobianco, a Portoferraio, accanto alla cara moglie Lalla. Negli anni Settanta fu uno dei piloti ufficiali della Fiat e della Lancia, uno dei più veloci in assoluto. All’Elba corse la prima edizione del Rallye (e non solo), le sue prodezze al volante sono ancora negli occhi degli appassionati. Emozioni uniche che hanno contribuito a creare il rapporto inossidabile tra l’isola e i motori. Nato nel 1945 a Casnate con Bernate, nel comasco, figlio di un imprenditore della seta, “Lele” ha iniziato a correre, ripercorrendo le orme del fratello maggiore Enrico. Da piccolo ebbe la poliomielite, malattia che ne condizionò il fisico.

Era claudicante, ma quando si metteva al volante della macchina da corsa, non ce n’era per nessuno. Il deficit fisico non gli impediva di spingere al massimo sull’acceleratore. La sua carriera è stata una lunga lista di successi. Inizia a correre alla fine degli anni Sessanta, ma è nei Settanta che ottiene il massimo. Prima portacolore della Fiat e poi della Lancia, tanto da essere premiato per l'attività sportiva da Gianni Agnelli. Nel 1972 vince il campionato europeo e nello stesso anno vince anche la Mitropa Cup. Ma è il 1974 il suo anno migliore, quando trionfa con Arnaldo Bernacchini navigatore nel Rally del Portogallo, gara valida per il campionato del mondo a bordo della Fiat 124 Abarth. Nel 1975 inizia la sua avventura come pilota Lancia, sulla “mitica” Stratos: un cammino costellato di prodezze e successi. Abbandonata la carriera da pilota, Pinto resta in Lancia come tester, collaudatore e ricognitore. Con l’Elba l’amore è sbocciato subito. Pinto, come hanno fatto altri piloti, ha deciso di trasferirsi sull’isola, diventando per i tanti appassionati una sorta di grande saggio dei motori, punto di riferimento per generazioni di piloti e navigatori. —



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