Italia
Fiorentina, il cuore che batte Riprende il Genoa al 97’!
Finale pazzesco al Franchi: nel recupero la beffa di Pjaca e la gioia di Milenkovic L’attacco spreca ancora troppo, annullato dal Var un gol a Bonaventura
FIRENZE
Sette minuti che potrebbero far svoltare la stagione della Fiorentina. Che vede il baratro sempre più vicino, subisce al 90’ la beffa di Pjaca dopo aver dominatoil secondo tempo, poi a tre secondi salla fine Milenkovic salva capra e cavoli, dando ossigeno a Prandelli e chgiudendo un digiuno offensivo che durava da 500 minuti. Certo, un punto è poco e se le cose non cambieranno, e presto, questa Fiorentina rischia seriamente la pelle, in questa stagione. Perchè non segna mai (prima di Milenkovic lo aveva fatto, ma quel Var...), gioca a sprazzi e soprattutto non ha la mentalità, la rabbia agonistica per districarsi dalle sabbie mobili della lotta per la salvezza. Il ritorno di Prandelli se non altro ha ridato colore a una creatura esangue, sul piano della grinta e del carattere: se contro il Genoa serviva una partita tutta furore, è arrivata anche se in mezzo a troppi stenti offensivi. Quello che manca di più è Ribery, disperatamente a caccia di se stesso ma lontanissimo, come gamba e condizione, allo scintillante leader della stagione passata. Resta così una squadra povera di talento, che tra l’altro ha perso Castrovilli per infortunio dopo 37’. E la classifica adesso è davvero allarmante. Se quella viola è una squadra che non trova il gol da uina vita il motivo è semplice: manca una punta centrale ma soprattutto il tridente leggero, con Ribery e Callejon ai fianchi del generoso Vlahovic è un manifesto di buone intenzioni da parte di Prandelli, ma che non può funzionare. Con questo sistema di gioco, la Viola finisce quasi sempre per caricare Ribery di tutte le responsabilità, ma il francese non ha più lo scatto secco per sottrarsi ai raddoppi del Genoa, che spesso recupera palla e scappa in avanti. Cesare si sgola dalla sua panchina: solo al 30’ la Fiorentina trova la giocata giusta con il cambio di gioco di Callejon per FR7 che si coordina e al volo di destro la mette però troppo larga sul secondo palo. Le fasce, ripete Prandellio: e al 40’ Biraghi parte a sinistra e trova il suo cross tipico, forte e teso, sul quale Vlahovic per una volta evade dalla marcatura e anticipa anche Marchetti in uscita, ma il colpo di testa muore di poco sul fondo. Subito dopo Castrovilli, toccato duro, è costretto ad arrendersi, al suo posto Bonaventura che si sistema come interno di sinistra. Ci vuole una ripresa alla baionetta: il Genoa si chiude ancora di più, la Viola almeno ci prova di più.
Al 52’ la palla del match arriva sulla testa di Bonaventura, assistito da Callejon: l’ex milanista spreca sul fondo, poi lui stesso ostacola Vlahovic che al 69’ tocca appena sul fondo l’ennesimo assist di Biraghi. E quando arriva il gol di Bonaventura, al 70’, Doveri e il Var lo annullano per un fallo dello stesso centrocampista. Entra l’ex Pjaca e fa la differenza: il talento croato entra come il burro nella difesa viola e fredda Dragowski in uscita. Ma non è finita: al 97’ Biraghi la mette nel mezzo, mischia risolta da Milenkovic sotto la traversa. Ci voleva. —
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