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RUGBY: AUTUMN’S CUP, FINISCE 38-18 

Italia, ancora progressi Facciamo soffrire il Galles, la resa arriva alla fine

Alessandro Cecioni

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Alessandro Cecioni

L’Italia del rugby si deve accontentare del sesto posto nella prima edizione dell’Autumn Nations Cup. Contro il Galles finisce 38-18 con le solite 5 mete degli avversari (Hardy, Perry, Davies, North e Tipuric) e due italiane (Zanon e Meyer). Italia che come sempre è in partita per 58 minuti, addirittura avanti nel punteggio per 17-18 dopo un inizio da tregenda (14-0 per il Galles al 18’). Poi qualcosa si rompe, la concentrazione cala, si fanno errori nei punti di incontro, nell’uno contro uno, in difesa, e le squadre più blasonate, ieri il Galles, sabato scorso la Francia, prendono il sopravvento. E il blasone ha un peso anche nell’elemento che nel rugby non si discute: l’arbitro. 15’ Williams, estremo gallese, entra di spalla sulla faccia di Canna che nell’impatto perde anche una lente a contatto. In mattinata in Australia-Argentina si sono visti falli come questi puniti dal giallo, qui niente. Fine, dell’arbitro non si parla più. Anche perché non sono le decisioni arbitrali a fare la differenza, ma l’atteggiamento azzurro, la capacità di restare davanti, di fare le cose giuste non quelle necessarie, la paura di vincere. «Sono frustrato – dice Franco Smith a fine partita – potevamo fare altri tre punti e metterli ancora di più sotto pressione. Non ci siamo riusciti e il momentum è passato a loro. Ma dall’inizio della stagione, da quando sono arrivato e nemmeno sapevo il nome di battesimo dei ragazzi, molte cose sono cambiate. Corriamo di più, abbiamo più velocità, facciamo più azioni intense, abbiamo alzato la nostra capacità di gioco. E’ vero otto partite otto sconfitte, ma 30 chilometri di più a partita». Di positivo c’è che finalmente gli azzurri hanno dimostrato di avere un gioco. Le segnature sono arrivate al termine di azioni costruite. Come la meta di Zanon, dove una penalty touche si trasforma in un drive che va verso il centro del campo con Varney che apre per Canna che con un delizioso grabber manda Zanon in meta. Il capolavoro manovrato è la meta di Meyer, 50’ del secondo tempo, il sorpasso azzurro. Azione multifase in avanzamento, prima sulla sinistra con Trulla e Ioane, poi dall’altro lato con Garbisi che sposta all’ala saltando Zanon, palla a Sperandio che attira su di sé un difensore e dà a Meyer che abbatte Lloyd con una spallata e segna. Ci si rivede il 6 febbraio all’Olimpico per la prima del Sei Nazioni 2021 con la Francia. —



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