Il presidio
Prandelli positivo al Covid Commisso: stadio? Difficile
Brunella Ciullini
Non c'è pace per la Fiorentina. Proprio a pochi giorni dalla delicatissima sfida-salvezza con il Genoa, nel bel mezzo di una crisi di risultati e di prestazioni in cui è piombata la squadra finita a due punti dalla zona-retrocessione è costretto a fermarsi Cesare Prandelli. Il Covid non ha risparmiato neppure il tecnico bresciano a cui ha immediatamente inviato un messaggio di pronta guarigione il sindaco di Firenze Dario Nardella: i controlli effettuati martedì hanno riscontrato la positività a Prandelli il quale, asintomatico, è già in isolamento mentre il gruppo squadra da ieri è nuovamente in “bolla”, da cui era appena uscito dopo la guarigione dell'ultimo giocatore contagiato, Josè Maria Callejon.
Intanto ieri sera è arrivato l’esito del nuovo ciclo di tamponi a cui tutti i tesserati si sono sottoposti ieri mattina: nel clan viola non mancava la preoccupazione avendo i giocatori cenato assieme martedì all'interno del Centro sportivo, ma alla fine, per fortuna, il risultato è stato negativo per tutti i giocatori.
Tutto avrebbe voluto adesso Prandelli tranne che fermarsi e stare lontano dalla squadra in questo momento molto difficile ma non ci sono alternative. Così è toccato e toccherà al suo storico vice, Gabriele Pin, a dirigere gli allenamenti (l ha già fatto ieri) e andare in panchina lunedì al Franchi per una gara che i viola devono assolutamente vincere. Al momento Prandelli è l'unico alle prese col virus in una Fiorentina che da marzo è stata fra le società di Serie A più colpite dal Covid a livello di squadra, staff medico e dirigenti, da Barone a Pradè. Va poi segnalato il pessimismo di Rocco Commisso. In una lettera di risposta ad una missiva inviatagli dal viola club dell'isola d'Elba tramite il vicepresidente Federico Pellegrini il patron viola ha ammesso: «Per come si stanno mettendo le cose e per quel che sento e leggo ho tanta paura che uno stadio nuovo per la Fiorentina possa rimanere solo un sogno, forse irrealizzabile.
Io ho a cuore la squadra quanto voi tifosi e l'obiettivo è costruire un futuro ricco di soddisfazioni, per questo avere un impianto è vitale per le società che hanno ambizioni». Riguardo il Franchi è intervenuto su Radio Rai 1 il sindaco Nardella: «Quando l'architetto Nervi l'ha progettato non ha fatto un museo ma un qualcosa pensato per lo sport, l'obiettivo è continuare a utilizzare lo stadio per ciò che è nato, cioè il calcio prima di tutto. Non voglio stare tra chi vuol raderlo al suolo e chi lo vuole invece intoccabile, perché il rischio è che poi finisca abbandonato come il Flaminio a Roma. Il Franchi ha 90 anni, servono adeguamenti strutturali importanti e in linea con le nuove regole, bisogna quindi conciliare le esigenze. Lo scontro tra fazioni non aiuta». —
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