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LA CRISI DELLA FIORENTINA 

Scende in campo Antognoni «La classifica è allarmante, ora tiriamo fuori il massimo»

Brunella Ciullini

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Brunella Ciullini

Chi si aspettava che l'esonero di Iachini potesse dare la scossa alla Fiorentina deve ricredersi. Anche perché nel caso viola non può esserci un solo responsabile, quando una squadra che ha il settimo monte ingaggi della Serie A (55 milioni lordi annui) si ritrova dopo 9 giornate a 2 punti dalla zona retrocessione le colpe vanno divise fra tutti, proprietà, società e squadra. Davanti ad un simile stato di crisi cominciando ad affiorare rabbia e preoccupazione fra i tifosi come dimostra lo striscione apparso ieri sulle cancellate dello stadio Franchi: “'Ora basta, ci avete stufato (il termine è più colorito), rispettate la maglia”. Firmato Marasma, uno dei viola club della curva Fiesole. Insomma, il vaso comincia a essere colmo mentre incombono lo scontro diretto lunedì con il Genoa e un calendario da far paura: Atalanta e Juve in trasferta, Sassuolo e Verona in casa. Il tutto condensato in 15 giorni...«La rosa non rispecchia la classifica, speriamo che con Prandelli si possa ripartire - l'auspicio di Antognoni - dobbiamo dare tutti il nostro meglio, non solo l'allenatore ma anche i giocatori». Alla ripresa degli allenamenti oggi ci sarà al solito il confronto fra tecnico, dirigenti e giocatori: la vittoria manca dal 25 ottobre come pure i gol e intanto la difesa continua a subire. «Tornando a Firenze - ha detto Prandelli in un'intervista a Sky diffusa ieri - ho capito di avere una doppia responsabilità, non solo tecnica, ma anche nei confronti dei tifosi visto che mi considero e sono un tifoso della Fiorentina. Firenze comunque se riesci a coinvolgerla e a proporle una squadra generosa e coraggiosa ti aiuterà sempre. E so che non sarò mai solo». Poi una battuta su Ribéry ancora a caccia del primo gol stagionale e ancora indietro di condizione: «Tornare ai livelli della mia Fiorentina passata richiede tempo, programmare una squadra non è così semplice. Franck quando ha il pallone diventa un trascinatore, è un esempio per tutti, ha dimostrato che con il lavoro, l'abnegazione, la voglia di superare tutte le difficoltà è riuscito a realizzare il suo sogno. Il mio compito adesso è fargli mantenere lucidità negli ultimi 20 metri». —

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