Il presidio
Hodge e la maglia della mano de dios «Non la vendo»
L’ex centrocampista inglese scambiò la casacca con Maradona «Sono sommerso di richieste» Anche la chiesa ha dato l’ok per intitolare al Pibe il S. Paolo
LONDRA
La maglia che Maradona indossò durante Argentina e Inghilterra ai mondiali del 1986 in Messico non è in vendita. «È nelle mie mani da 34 anni e ha un grande valore sentimentale». A dirlo alla Bbc è Steve Hodge, centrocampista inglese che scambiò la sua maglia con quella di Diego. La maglia è ora esposta al National Football Museum di Manchester. Hodge ha detto di essere stato sommerso da richieste sulla maglietta negli ultimi giorni e ha dissipato le voci che stava cercando una somma a sette cifre per venderla. «L'ho avuta per 34 anni e non ho mai provato a venderla - ha detto alla BBC Hodge - Ha un incredibile valore sentimentale. Ho avuto persone che bussavano alla mia porta ininterrottamente e il telefono squilla costantemente. Ho sentito dire che volevo un milione o due milioni e che la sto vendendo per soldi. Tutto ciò è irrispettoso e totalmente sbagliato. Non è in vendita».
LA CHIESA E LO STADIO
«Intitolare lo stadio di Fuorigrotta a Diego Armando Maradona può oggi essere un segno di richiamo ai valori fondanti lo sport, facendo riferimento a uno dei suoi più grandi rappresentanti, e a una passione che dall'ambito puramente sportivo deve diffondersi in tutto il tessuto sociale, politico, economico della nostra terra flegrea, con particolare attenzione ai più bisognosi secondo quella generosità che fu anche del giocatore argentino». Lo scrive la Chiesa di Pozzuoli nel cui territorio diocesano ricade lo stadio San Paolo. L'impianto, inaugurato nel 1959, fu intitolato all'apostolo su deliberazione del Comune di Napoli firmata dal sindaco G. Fiorentino per ricordare il passaggio di San Paolo in terra flegrea, come ricordato negli Atti degli Apostoli (28,13-14). Nella nota, nel fare menzione della generosità e della disponibilità del campione argentino verso situazioni critiche, non si tralascia il significativo passaggio dell'apostolo Paolo nell'area flegrea. «Ben venga, dunque - si afferma - l'intitolazione a Diego Armando Maradona del principale impianto sportivo della città, se questo aiuterà la crescita umana e sociale della nostra terra purché non si perda la memoria delle nostre radici». —
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