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Il Sant’Andrea all’ospedale «Il nostro grazie a chi lotta»
Consegnata la massima onorificenza cittadina agli operatori sanitari e non Il proposto don Engels applaude dal letto d’ospedale: «Miglior scelta non c’era»
EMPOLI
«Per il coraggioso e generoso impegno nello svolgere la propria professione durante la grave emergenza generata dalla pandemia da Covid. L’amministrazione comunale ha voluto riconoscere il S. Andrea d’Oro nel giorno del Santo Patrono, 30 novembre 2020, come simbolo di infinita gratitudine da parte di tutta la comunità».
Con questa motivazione, ieri mattina, la sindaca Brenda Barnini ha consegnato alle donne e agli uomini dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, operatori sanitari e non, la più importante e sentita onorificenza cittadina. Lo ha fatto all’interno della struttura, nella sala dell’orologio. Oltre al sindaco e a due medici in rappresentanza di tutti, c’erano Silvia Guarducci, direttrice sanitario del San Giuseppe, Loriana Meini, direttrice assistenza infermieristica area empolese, e altri lavoratori. Oltre alla tradizionale medaglia d’oro, alla pergamena, a una lapide in marmo con incisa la motivazione che sarà applicata a una parete del nosocomio, sono stati donati anche 5 tablet, da parte dell’amministrazione, ai reparti Covid per consentire ai degenti di videochiamare i parenti.
«È stata una scelta naturale e semplice – ha detto Barnini – l’anno della pandemia Covid, il nostro più alto riconoscimento non poteva che andare a tutto il personale, sanitario e non sanitario, dell’ospedale San Giuseppe. È il nostro grazie a chi lotta contro il Covid. Appena resa pubblica la decisione sono stati tantissimi i messaggi di condivisione. Questo premio lo ha assegnato, col cuore, Empoli e non solo. L’Empolese Valdelsa, il Valdarno, tutti i 15 Comuni che hanno nel San Giuseppe il loro riferimento».
E la prima cittadina ne sa qualcosa anche a livello personale. «Qui ad aprile – ha ricordato – ho partorito il mio secondo figlio. Eravamo in pieno lockdown, non erano ammesse visite, ma non mi sono sentita sola perché il personale mi ha dato attenzione e cure, affetto e professionalità».
Cose che operatrici e operatori ci mettono ogni giorno. Nei reparti Covid e non. «Ci hanno chiesto – ha concluso Barnini – di non abbassare la guardia. Da mesi gli operatori dell’ospedale lavorano senza sosta, rischiano, si ammalano di Covid e non vedono l’ora di tornare a lavorare. Con uno spirito di sacrificio e devozione che rappresenta al meglio l’esempio del nostro Sant’Andrea che insegna a compiere i propri doveri ogni giorno. A loro, tutti, possiamo e dobbiamo solo dire grazie».
Nel pomeriggio, poi, Barnini come da tradizione ha donato a don Francesco, che ha officiato la funzione in sostituzione del proposto don Guido Engels, un cero durante la cerimonia celebrate in Collegiata da tutti i sacerdoti delle parrocchie di Empoli. E proprio don Engels, ricoverato al San Giuseppe per il Covid, ha voluto inviare un messaggio alla sindaca perché lo rendesse pubblico in occasioni della cerimonia del patrono. «Migliore scelta non potevi fare – ha scritto il sacerdote – te lo dico dall’interno dell’ospedale di Empoli, dove sono ricoverato per Covid. Sono stato trattato molto bene sia dal punto di vista medico che umano. Ho ammirato la professionalità e l’organizzazione del reparto Covid, della terapia intensiva Covid. E soprattutto la capacità di accogliere persone con problematiche complesse e difficili da gestire, eppure non ho mai sentito un rimprovero ma soltanto incoraggiamento, insieme alla giusta fermezza di eseguire le cure necessarie. Possiamo davvero dire a tutto il personale che ci lavora: grazie di cuore, vi siete meritati questo riconoscimento della nostra città. Andiamo avanti insieme, con l’aiuto di Dio e di tutti». –
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