Italia
Il Diavolo veste Ibra: «Ho cambiato tutto...»
«Sono venuto per dare una nuova mentalità. So di mettere tanta pressione, ma chi mi ascolta tira fuori il massimo»
MILANO
«La vita è tutta una questione di sfide. Per me era una grande sfida tornare al Milan per cercare di cambiare la mentalità, per provare a cambiare la situazione e per trasmettere alla squadra che cosa fosse il Milan. Il Milan che conosco io, il Milan che tutto il mondo conosce»: Zlatan Ibrahimovic, in un'intervista alla Uefa riportata dal Milan sul proprio sito, spiega le motivazioni dietro alla scelta di tornare a vestire la maglia rossonera. E l'arrivo di Ibrahimovic ha effettivamente cambiato gli equilibri di una squadra ora in vetta alla Serie A. «Quando gioco porto in campo il mio carattere, la mia personalità e ovviamente la mia qualità. Metto molta pressione ai miei compagni - ammette l'attaccante svedese - cerco di tirare fuori il massimo da ciascuno di loro. Alcuni la prendono bene, altri un pò meno, altri non reggono. Vanno in difficoltà perchè rendono ad alto livello solo quando è necessario, invece io decido che dobbiamo farlo ogni giorno. Per me il modo in cui ti alleni è il modo in cui giochi». Una passione infinita per il campione del Milan che ha già festeggiato i 39 anni: «Ogni volta che scendo in campo mi sento come bambino che mangia una caramella per la prima volta. Ho capito che il pallone è il mio migliore amico e voglio stare con il mio migliore amico per il resto della vita».
Ibrahimovic ha intanto ricevuto un nuovo Tapiro d'Oro, il quinto in carriera, consegnatogli da Valerio Staffelli fuori dalla sua abitazione. «Voglio battere il record di 15 di Cassano», ha scherzato il fuoriclasse del Milan, che alla domanda sulle sue condizioni dopo l'infortunio ha risposto: «Sto già meglio e con questo Tapiro andrò ancora più veloce...».
Con i rossoneri in fuga a più 5 la parola scudetto torna insistentemente nei sogni dei tifosi. «Non mi spingerei così avanti - ha spiegato ieri il presidente Paolo Scaroni - ho visto gli sviluppi del club passo dopo passo: oggi siamo sulla buona strada, ma non ancora alla fine.
«Non abbiamo inserito nè lo scudetto nè l'ingresso in Champions nel budget di quest'anno - spiega Scaroni - quindi non pronuncio queste parole: non abbiamo previsto questi obiettivi, poi se arrivano sono contento.
Di sicuro stiamo vivendo una soddisfazione fantastica, essere primi è bellissimo ma non bisogna farsi prendere dall'ebbrezza: l'allenatore e la squadra non lo fanno, hanno i piedi ben saldati a terra, per questo siamo fiduciosi per il futuro». —
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