Italia
Un positivo anche nel Prato, niente match col Ghivizzano
Salta per la quarta volta il derby toscano dei biancazzurri. Pinzani: «Per proseguire serve un protocollo che indichi il numero minimo per giocare»
PRATO. Non è una vera e propria sorpresa l’ennesimo spostamento del match tra Prato e Ghivizzano che doveva svolgersi domenica 22 novembre allo stadio Ado Nelli di Oste Montemurlo ma è senz’altro un’altra conferma che in queste condizioni è difficile portare avanti anche il campionato di serie D. Dopo due giorni di stop per i giocatori biancazzurri per l’entrata in zona rossa della Toscana arriva la positività di un giocatore anche nelle fila del Prato che così ha chiesto alla Lega Dilettanti di poter non giocare il derby, già rinviato 3 volte, e quindi ora non solo il campionato della squadra di Esposito si fermerà obbligatoriamente ma dovrà aspettare i risultati dei vari tamponi a tutto lo staff e ai giocatori per riprendere anche ad allenarsi.
Tra l’altro sarebbe stata ugualmente rinviata la gara perché la squadra lucchese è ancora alle prese con altri positivi da Covid e quindi se non ci fosse stata la problematica pratese il match sarebbe saltato ugualmente per la quarta volta. Il Prato tra l’altro non è più in cima alla classifica solitario ma è stato raggiunto dal Fiorenzuola che nell’unico recupero disputato nel girone D di serie D ha espugnato il campo del Seravezza per 1-0 grazie alla rete di Vita al 40’ della ripresa sugli sviluppi di un corner. Un Fiorenzuola che fa sul serio perché alla rosa si è aggiunto anche il difensore centrale Simone Potop, classe 2000, cresciuto nel settore giovanile del Torino e poi nella Primavera del Milan. Un avversario in più per il team laniero oltre ai cugini dell’Aglianese per un campionato che va a singhiozzo in questi recuperi e attende novità per quanto riguarda i protocolli da seguire.
Il direttore sportivo biancazzurro Raffaele Pinzani aveva posto l’attenzione proprio su questo aspetto «Accettiamo ogni decisione presa dalla Lnd, ma se si decide di proseguire il campionato, allora occorre un protocollo ben preciso, che indichi il numero minino di calciatori a disposizione per poter disputare l’incontro». —
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