Ferrari: «Sono pronto a fare nuovi acquisti»
Il presidente della Pistoiese è amareggiato per la classifica ma non accetta le critiche ingenerose espresse dai tifosi
PISTOIA. «Siamo delusi per i risultati ottenuti fin qui, ma questo non significa che vada tutto buttato via. Occorre fare il possibile, non lasciando nulla d'intentato, per correggere le rotta e rimediare agli sbagli fatti».
Orazio Ferrari non si è nascosto e, nel corso di una lunga conferenza stampa, ha ammesso le evidenti difficoltà incontrate dalla sua Pistoiese in questo avvio di stagione. Tuttavia il numero uno arancione è convinto che la squadra, reduce da quattro sconfitte nelle ultime cinque gare, possa uscire con le proprie forze dalle sabbie mobili: «Ho sempre difeso l'operato di tutti e continuerò a farlo - ha affermato - tuttavia mi aspetto dei segnali importanti, con un pronto riscatto già a partire da domenica prossima. Tutti devono fare il massimo per rimediare alle mancanze che si sono evidenziate». Un trend negativo che ha toccato il suo punto più basso dopo la sconfitta interna con l'Olbia: «Avevamo programmato di fare il punto dopo le ultime tre partite - ha spiegato Ferrari - tre punti sono pochi, speravamo che la squadra facesse meglio e pertanto ci siamo subito attivati per uscire da questa situazione». Dopo la debacle con i sardi, infatti, i vertici del sodalizio arancione hanno analizzato i problemi con il direttore sportivo Giovanni Dolci, per poi confrontarsi internamente e infine riunirsi con i soci della Holding. Il verdetto è stato chiaro: alla squadra manca qualcosa. «La società è immediatamente pronta per fare tutto quello c'è da fare, ma serve polso fermo per capire dove intervenire - ha chiarito - adesso il mercato è chiuso, ma se il direttore mi proporrà un calciatore svincolato che può essere utile alla causa non mi tirerò certo indietro. Avevo già dato questa disposizione un mese fa, ma mi è stato detto che non ci sono profili adatti e pronti». È evidente che la visione societaria non sia del tutto in linea con quella del diesse, ma la piena autonomia - e dunque la responsabilità - della parte sportiva del club non è in discussione. «La società ha messo a disposizione risorse importanti per la costruzione della squadra, superiori a quelle dello scorso anno - ha dichiarato - tutto il resto non è di mia competenza. Purtroppo nel calcio non è tutto matematico, i club si rovinano per arrivare a determinati obiettivi e spesso non ci riescono. Per alcune stagioni abbiamo avuto una gestione oculata, eppure siamo andati maggiormente in difficoltà nell'anno in cui il budget è aumentato».
Insomma, il patron rivendica l'impegno della società e respinge al mittente le accuse dall'esterno, che tendono a mettere sul banco degli imputati soltanto la proprietà: «Per uscire da questa situazione serve unità d'intenti, ce n'è molta dentro la società ma ben poca fuori - ha attaccato - le contestazioni costruttive mi stanno bene, ma sento tante falsità e critiche ingiuste: dalla squadra smantellata al cambio d'allenatore, fino agli investimenti fatti e al metterci la faccia. Tutto gira intorno al processo del sottoscritto: sembra che sia tutta colpa mia, ma quantomeno ci sarà una corresponsabilità con le altri componenti del club. Voglio bene alla Pistoiese e faccio il massimo in questo momento complicato, togliendo tempo e denaro ai miei interessi personali - ha concluso Ferrari - va bene non essere gratificati, ma non accetto le mancanze di rispetto». —
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