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Ambiente, razzismo, il cibo Un campione anche nella vita

Ambiente, razzismo, il cibo Un campione anche nella vita

L’inglese non è solo un fuoriclasse, ma una persona a tutto tondo. Impegnato nel sociale 

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IL PROFILO

Dalle campagne per la salvaguardia dell'ambiente all'impegno a 360 gradi nella lotta al razzismo, con la Formula 1 diventata anche un palcoscenico per le sue battaglie, alle quali ha confessato di tenere quasi più delle vittorie. Che non sono certo un dettaglio nella sua vita da campione dentro e fuori la pista: dodici anni da leader puro fino al trionfo che vincendo in Turchia lo ha portato a eguagliare con sette titoli mondiali il mito Schumacher. Divo suo malgrado con una passione tutta sua per il mondo della moda ed una scelta di vita etica che lo ha portato ad essere vegano, Lewis Hamilton entra definitivamente nell'Olimpo della velocità sfondando il muro, considerato una volta invalicabile, dei sette titoli di Michael Schumacher. Con la Mercedes non ha ancora rinnovato, ma l'ora dell'addio alla pista non sembra arrivato. Dopo essere entrato nel club dei più grandi piloti (da Fangio a Prost, passando per Lauda e Senna) il primo pilota di colore del Circus ha ora raggiunto Kaiser Schumi e tutto fa pensare, se deciderà di continuare a correre, che riuscirà presto a superare l'idolo dei ferraristi. A 35 anni Hamilton, origini anglo-caraibiche, ha da tempo superato tutte le insicurezze che, come egli stesso ha raccontato, avevano seguito la vittoria del primo titolo, nel 2008, al volante della McLaren. Poi lo show infinito con la Mercedes: la doppietta consecutiva 2014-15 e i quattro titoli di fila dal 2017 a oggi. Talento innato, con l'esperienza ha affinato le qualità che ne hanno fatto il campione solido e determinato che è oggi: stile di guida aggressivo, ma non sconsiderato, tenacia ed abilità nei sorpassi, velocità fin dai primi turni delle qualifiche. Tredici stagioni ad alto livello - non è mai sceso più giù del quinto posto nella classifica piloti - gli hanno insegnato a lasciarsi scivolare addosso la pressione che circonda la prima guida di un team di Formula 1, specie se quello della Mercedes, marchio che rappresenta dal 2013. Quest'anno, in particolare, si è fatto notare per l'impegno sociale contro il razzismo dopo tutti i casi che hanno messo in primo piano la ferocia della polizia americana contro le persone di colore. Ed Hamilton ha coinvolto nelle sue iniziative anche il mondo ingessato della Formula 1 che in parte ha preso le distanze e in parte lo ha seguito. Tanti i flirt attribuitigli dopo la fine della storia con la fidanzata “storica”, la cantante Nicole Scherzinger. Ma i suoi veri amori sono i cani, i bulldog inglesi, inseparabili compagni e star del web al punto da avere un account personale su Instagram con oltre 140 mila follower. Oltre alla svolta vegana e all'impegno per la difesa dell'ambiente, Hamilton si è assunto anche il ruolo di ambasciatore dell'Unicef a sostegno dei minori colpiti dalla malnutrizione. Tra le sue tante sfaccettature, nel 2017 Hamilton non fece mancare il sostegno alla protesta anti-Trump degli sportivi statunitensi. Un'esistenza da numero uno nato che lancia Hamilton, tra tutti gli innumerevoli interessi e impegni, oltre ogni ostacolo che la vita può riservare, facendo apparire l'ultimo suo immenso traguardo in Formula 1 un dettaglio per lui ma non certo per gli altri. —

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