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La bellezza del calcio Milan-Roma, sei gol e un pari-spettacolo Nonostante l’arbitro...
Ibra show, Dzeko risponde, poi due rigori quasi inventati I rossoneri salgono a più due, Fonseca soddisfatto
MILANO
Uno spot per il vituperato (a torto) calcio italiano. 90’ pieni di tutto: prodezze, errori, scontri, nervosismo, topiche arbitrali. Alla fine il grande cuore della Roma frena la grande fuga del Milan, e ne viene fuori un pareggio bellissimo e sostanzialmente equo. Quando i tecnici fanno giocare bene le squadre, e quando gli interpreti sono di questo livello nascono partite così: per Pioli la conferma di una squadra perfetta dalla cintola in su, ma per la prima volta rivedibile dietro: un gol subito fino a ieri, tre ieri sera . Fonseca tocca con mano i progressi mentali della sua squadra e soprtattutto la grandeprofondità della sua rosa: magari per le altissime sfere anche i giallorossi diranno la loro parola. Il Milan è la migliore squadra del nostro caampionato, adesso. E più l’asticella si alza, più il motore rossonero aumenta di giri. La Roma ha confermato nella notte di San Siro tutte le sue grandi doti di qualità, palleggio, personalità. E’ venuta a giocarsela, con quattro giocatori offensivi. Ma il Milan non ha fatto una piega, con i tre incursori alle spalle di sua Maestà Zlatan e soprattutto gli esterni, Leao e Saelemakers, che hanno martellato senza requie Spinazzola e Karsdorp. Le due reti lampo in apertura dei due tempi non sono un caso, ma nascono dall’approccio mentale sveglio, feroce, pronto.In un quarto d’ora la Scala (completamente vuota, per effetto dell’ultimo decreto) può ammirare i due acuti dei tenori più attesi. Dopo 2’ Ibra si lancia come un ragazzino dietro le linee nemiche si filtrante dell’ispiratissimo Leao e la mette dentro con un destro in allungamento, anticipando l’uscita di Mirante. E figuratevi se l’altro tenore non risponde: al 14’ il pasticciaccio brutto è di Tatarusanu (tolto dalla naftalina in tutta fretta dopo il tampone positivo di Donnarumma), che buca completamente l’uscita e alle sue spalle, naturalmente, c’è il totem bosniaco: colpo di testa elementare e pareggio giallorosso. Sotto la pioggia, una partita godibile, tra due squadre che stanno bene e non rinunciano a giocare. Theo Hernandez ha sul sinistro una chance ma la spreca sul fondo: poi Mirante vola su Romagnoli, quindi Kjaer la incorna sul palo. Bella partita. Passano tre minuti della ripresa e Leao fa vedere soltanto la targa al povero Karsdorp: cross arretrato per Saelemakers che trova la posizione giusta, elementare il piatto destro che incenerisce il povero Mirante per il 2-1. Come in un ring, volano i colpi da una parte e dall’altra: al 53’ contropiede della Roma Pellegrini-Mkhitaryan e chiusura, alta di poco, ancora di Dzeko. Fonseca non abbassa la guardia, anzi: mette Bruno Peres a destra e il giochetto riesce, perchè la Roma attacca, ci crede e al 69’ arriva l’episodio: Bennacer anticipa Pedro in area, lo spagnolo cade e per Giacomelli, conforetato dal Var , è rigore: lo specialista Veretout trasforma. Pioli rinfresca le fasce con Krunic e Castillejo e Giacomelli non vede il fallo di mano in area di Mancini: ammonito Ibra per un contatto veniale. E subito dopo l’arbitro sbaglia ancora, fischiando rigore per un contatto abbastanza veniale tra Mancini e Calhanoglu: dagli undici metri Ibra spiazza Mirante. E’ finita? Macchè: all’85’ su calcio d’angolo Ibra stavolta la svirgola, Kumbulla arriva la dietro e fa 3-3. —
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