Gioco
Calcio dilettanti, a Montecatini potranno entrare solo in 15: non vale la pena
Molte società dilettantistiche della provincia di Pistoia rinunceranno ad aprire i loro stadi dopo il limite posto dal Dpcm e che prevede il 15% della capienza dell’intero impianto
PISTOIA. Il football dilettantistico ai tempi del covid 19 cerca affannosamente di restare a galla ma non pare impresa facile. Dopo sanificazioni, disinfettanti a gogo e la recentissima domenica a porte chiuse, adesso è la volta dei numeri o meglio delle percentuali riguardo il pubblico pagante in tribuna. Infatti oltre alla trentina di persone fra staff, giocatori e dirigenti ammessi di diritto ad ogni singola gara, adesso i cancelli sono aperti ma solo per il 15% della capienza, badate bene, dei posti a sedere. Carta, calamaio e penna alla mano, come direbbe il buon Totò tale percentuale non è stata certo accettata di buon grado dai presidenti delle società pistoiesi e valdinievoline.
Fra i sodalizi più “inguaiati” ci sono Montecatini e Larcianese che pur avendo stadi capienti devono far i conti con limitazioni pregresse in fatto di ingressi con limiti strutturali. Cose che hanno poco a che fare col virus ma riguardano invece il discorso anti- sismico e la relativa commissione di vigilanza. Di fatto, nella città termale, lo stadio Mariotti, oltre 3500 posti a sedere a pieno regime è omologato per sole 100 persone. Aprire i cancelli per 15 biglietti diventa una spesa e non un ricavo. «Perse cene sociali e sponsor, già subita la chiusura dello stadio in Coppa, tenere alto il blasone del club dell’Airone – confessa con amarezza il direttore generale Fabrizio Giovannini - è sempre più difficile. In merito alle responsabilità, sono in molti che si devono mettere la mano sulla coscienza. E fare calcio senza pubblico non ha veramente senso.
In quel di Larciano il presidente Giancarlo Carbone sta lavorando febbrilmente assieme all’amministrazione comunale per cercare di aumentare il numero dei pochi posti omologati. I margini per arrivare ad ottenere almeno un centinaio di posti ci potrebbero essere. Ma è inutile sbilanciarsi.
Verifiche importanti le sta facendo pure la Lampo che deve capire quanti posti realmente omologati a sedere possiede. «Il nostro impianto è immenso – sottolinea il presidente Marco Giannoni – e tanta gente la domenica guarda la partita in piedi. A debita distanza dalle tribune. Mi sembra tutto cavilloso. Pensa positivo invece il veterano Vasco Gori, presidentissimo del Quarrata. «Da vecchio nostalgico, già vedere un po’ di gente in tribuna – ammette – rappresenta un segnale assai incoraggiante per il nostro movimento. E’ altrettanto vero che noi possiamo contare sulla capienza del “Raciti” sui mille posti, per cui almeno 150 spettatori li potremo ospitare. Più o meno è la nostra media stagionale, derby esclusi. Però a questo primo passo - puntualizza – ne dovranno seguire altri ancor più importanti».
Sulla stessa lunghezza d’onda Graziano Toci, vulcanico massimo esponente del Ponte Buggianese. «Facendo i calcoli e le dovute proporzioni, potremo ospitare poco più di un centinaio di persone – spiega – e ci può stare per le nostre esigenze. Capisco tuttavia che saranno tantissime le società penalizzate soprattutto in prima e seconda categoria dove in alcuni campi ci sono al massimo tribunette prefabbricate da una cinquantina di posti». Fa eccezione il rinnovato Strulli di Monsummano mentre anche il vetusto Bramalegno di Chiesina Uzzanese avrebbe esattamente 105 posti garanti, secondo i calcoli del patron Carmignani.
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