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Cvc, fondo da 90 miliardi per rilanciare la serie A

Cvc, fondo da 90 miliardi per rilanciare la serie A

Un mese di trattative in esclusiva: il gruppo in passato ha gestito Motogp, Formula 1 e il Guinness Pro 14 di rugby

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MILANO

Un fondo da 90 miliardi per provare a riportare il calcio italiano e la Serie A al top d'Europa. I britannici di Cvc (anche se l'affare è seguito dall'ufficio di Milano) sono pronti a sbarcare nel mondo del pallone: l'assemblea della Lega calcio ha dato ieri ufficialmente il via libera a quattro settimane di trattative in esclusiva, ma filtra ottimismo sulla buona riuscita dell'affare.

Un affare che porta soldi nelle casse delle società, alle prese con le difficoltà dell'era Covid, anche se la struttura dell'operazione deve ancora essere definita nei dettagli.

Fondato nel 1981, oggi CVC è tra i leader mondiali nel private equity con 90 miliardi di euro di asset in gestione e 140 miliardi di fondi impegnati, con oltre 300 investitori e una rete di 23 uffici nel mondo tra cui quello di Milano. Senza dimenticare il peso degli altri due fondi che partecipano alla cordata, gli statunitensi di Advent (45 miliardi di asset in gestione) e gli italiani di Fsi.

Al centro resta Cvc, che negli ultimi anni ha già investito in Italia (ha il controllo di Sisal) e non è al primo investimento nello sport in generale. Prima la MotoGp (quote cedute a Dorna per 500 milioni di dollari), poi soprattutto al Formula 1, che Cvc ha gestito per dieci anni tra il 2005 e il 2016 prima di passare la mano a Liberty Media, che oggi guida il circus. E infine nel rugby, visto che nel maggio 2020 ha acquistato il 28% del Guinness Pro 14, campionato in cui giocano le squadre di Italia, Irlanda, Galles, Scozia e Sud Africa.

Capacità di gestione che hanno attirato il calcio italiano, pronto così a lasciare al fondo le redini della Serie A.

Una volta definita la proposta per il 10% della media company, il tema riguarderà la governance, argomento sempre scottante negli uffici della Lega. "In questi anni abbiano gestito male la Lega - ha ammesso Cairo -. Oltre all'immissione di denaro la cosa importante è gestire in maniera diversa la Serie A per recuperare il terreno perduto in questi anni».

Il posto centrale nella nuova governance sarà occupato da un nuovo amministratore delegato, scelto dal fondo e che sarà la guida per lo sviluppo del campionato, anche se i club avrebbero comunque una sorta di ultima parola potendo scegliere il presidente. Ma la gestione della materia più calda in Lega, i diritti tv, così non dovrebbe più passare dalle mani dei presidenti dei club. —



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