Trevisan, che impresa Batte anche la Gauff Avanti quattro azzurri
La toscana vola al terzo turno, Sinner sul velluto con Bonzi Vincono anche Travaglia, Sonego e Cecchinato: che Italia!
La bandiera italiana sventola alta nella quarta giornata del Roland Garros, terzo Slam stagionale in corso sulla terra rossa di Parigi. La grande impresa la confeziona in serata la toscanissima Matina Trevisan, che regola in tre set (4-6, 6.2, 7-5) la promessa statunitense Coco Gauff e vola al terzo turno, risultato clamoroso per Martina. Anche Stefano Travaglia e Lorenzo Sonego, se vogliamo anche un pò toscani perchè giocano la serie A1 al Tc Italia di Forte dei Marmi, festeggiano entrambi la prima volta al terzo turno di un Major.
Il ventottenne di Ascoli Piceno tesserato per il Tc Italia e piombinese di adozione, numero 74 delle classifiche mondiali, alla seconda presenza nel tabellone principale, che battendo all’esordio lo spagnolo Pablo Andujar, n. 51, aveva firmato la sua prima vittoria parigina, si è ripetuto superando 6-4 2-6 7-6 4-6 6-2, dopo quasi quattro ore di lotta (prima vittoria al quinto set in carriera per il marchigiano), il giapponese Kei Nishikori, numero 35 del ranking, che al Roland Garros ha raggiunto per tre volte i quarti (2015, 2017 e 2019).
Per Stefano sono stati fondamentali i tre set-point annullati nel tie-break del terzo set, nel momento migliore del trentenne di Shimane. Al terzo turno Travaglia sfiderà per la prima volta in carriera lo spagnolo Rafael Nadal, numero 2 del ranking e del seeding ma soprattutto recordman di successi al Roland Garros (12).
Prima volta al terzo turno di uno Slam anche per Lorenzo Sonego. Il venticinquenne torinese anche lui protagonista con il club di Forte dei Marmi, n.46 Atp, dopo aver lottato per oltre quattro ore prima di riuscire a sbarazzarsi in cinque set del qualificato ecuadoregno Emilio Gomez, n.156 ATP, firmando la sua prima vittoria al Roland Garros, ha concesso il bis imponendosi 7-6 6-1 7-5, in due ore e 24 minuti, sul kazako Alexander Bublik, n.49, che aveva eliminato a sorpresa il francese Gael Monfils, n.9 del ranking ed 8 del seeding.
Ora per un posto negli ottavi la sfida con lo statunitense Taylor Fritz, numero 30 del ranking e 27 del seeding. Finisce, come era abbasanza prevedibile , la corsa di Lorenzo Giustino. Il ventinovenne napoletano, n.157, proveniente dalle qualificazioni (superate per la prima vota al quarto tentativo), è stato battuto 6-1 7-5 6-0, in poco più di due ore, dall’argentino Diego Schwartzman, numero 14 del ranking e 12 del seeding e finalista a Roma la settima scorsa.
Peccato per Sarita Errani che dopo aver superato le quali e il primo turno al suo dodicesimo Roland Garros. Ha avuto il match point ma non l'ha sfruttato e poi Kiki Bertens, n.8 del ranking e 5 del seeding pur in preda ai crampi è riuscita a vincere 7-6 3-6 9-7 dopo tre ore ed 11 minuti. Ora tocca a Matteo Berrettini conquistare il terzo turno contro il sudafricano Lloyd Harris, n.90 ATP semifinalista a Forlì e sconfitto da Musetti la settimana scorsa. Da seguire la nostra Jasmine Paolini contro la corazzata ceca Petra Kvitova. Il terzo sorriso di giornata arriva da Marco Cecchinato, che dopo il percorso netto delle qualificazioni conquista il terzo turno del torneo parigino (dove nel 2018 arrivò fino alla semifinale) battendo l’argentino Londero in quattro set: 6-3, 6-2, 5-7, 6-2 il punteggio a favore del palermitano.
Continua, autoritario, anche il cammino di Jannik Sinner: il ragazzo altoatesino non ha problemi contro il frfrancese Bonzi, asfaltato per 6-2, 6-4, 6-4.
In apertura di giornata una cattiva notizia per i fan di Serena Williams. La statunitense annuncia che non scenderà in campo per sfidare nel secondo turno la bulgara Tsvetana Pironkova. Il forfait è causato da un infortunio al tendine d'Achille, che risale alla semifinale dello Us Open di New York persa contro la Azarenka. «Faccio fatica a camminare, dunque meglio fermarmi per recuperare - le parole di Serena -. Mi sono riscaldata questa mattina, ma è stata una cosa molto breve. Ho parlato con il mio allenatore, ci abbiamo pensato su e capito che scendere in campo non sarebbe stata la scelta migliore». —
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