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TENNIS: GLI INTERNAZIONALI DI ROMA 

Schwartzman, una fiaba che non si ferma, oggi la sfida al trono di sua maestà Nole

Novak Djokovic e Casper Ruud, Shapovalov, Schwartzman
Novak Djokovic e Casper Ruud, Shapovalov, Schwartzman

L’argentino la spunta su Shapovalov dopo una maratona infinita. Djoko avanti senza incantare contro l’ostico Ruud

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ROMA. Un next gen all’assalto del trono di re Djokovic. Sarà Diego Schwartzman, talentuoso ragazzo argentino, a sfidare oggi il numero uno del mondo per salire sul trono dib Roma. Una semifinale infinita quella contro Shapolavalov, uno spettacolo fatto di grandi colpi ed errori: alla fine il giusitiziere di Djokovic l’ha spuntata per 6-4, 5-7, 7-6.

Roma si affaccia per la prima volta al Centrale dopo l'ok alla riapertura per un migliaio di persone, per lo più bambini accompagnati dalle famiglie, e saluta l'accesso in finale di Novak Djokovic e Simona Halep, entrambi numeri 1 nel tabellone e alla ricerca di una vittoria che al serbo manca dal 2015, alla romena da sempre dopo due finali perse nel 2017 e nel 2018. «Sento sempre il supporto del pubblico di Roma e oggi è stato bello rivedere la gente sugli spalti. Tanti giovani, che spero possano prendere presto in mano la racchetta e giocare a tennis», si è lasciato andare Djokovic, che da domani supera Pete Sampras al secondo gradino più alto del podio per settimane consecutive al primo posto nella classifica Atp: 287. Meglio di lui ha fatto solo Roger Federer (310), che resta anche l'ultimo ad aver perso in finale contro Nole sulla terra battuta di Roma. Era il 2015, poi per il serbo tre sconfitte nelle ultime quattro edizioni, contro Murray, Zverev e Nadal lo scorso anno. Senza lo spagnolo però, potrebbe essere la volta buona per centrare la quinta vittoria in 10 finali. Il centro esatto, la via di mezzo del campione. Quella sfumatura che ultimamente Djokovic sembra aver perso. Agli Us Open la squalifica per la pallata alla giudice di linea, all'esordio a Roma una racchetta frantumata a terra, e anche oggi contro il norvegese Casper Ruud, ha regnato l'alta tensione. Tra liti con l'arbitro per due, tre punti contesi sulla linea (almeno uno a ragione del serbo) e poi un'altra pallata delle sue che gli costa un warning del giudice di sedia. La frustrazione per aver concesso un'altra palla break, ma poi il 'Djoker' infila un altro dei suoi Ace, ne tirerà fuori 11 dal cilindro: «Sì, da lì si vede che ho fiducia nel mio tennis. Sicuramente è stata la mia miglior partita», ammette dopo una vittoria comunque sofferta per 7-5, 6-3 con 37 vincenti, 19 errori e altrettante urla verso l'arbitro ma anche verso se stesso. «Sono da 15 anni nel circuito Atp con tanti campioni e mi sento ancora ispirato nel giocare partite ad alti livelli come queste», ha poi incalzato. Il messaggio è chiaro anche agli altri big anche in chiave Roland Garros: Djokovic non intende mollare il suo primato. Se Roma si coccola il serbo, di certo non ama allo stesso modo Simona Halep. La romena ha sofferto ma poi è passata battendo 6-3, 4-6, 6-4 Garbine Muguruza, nonostante si senta ancora straniera nella Capitale: «È stato bello vedere le persone tra la folla, anche se oggi non mi sostenevano affatto…», ha detto la numero 2 Wta. Due volte finalista sulla terra battuta romana e due volte sconfitta dalla stessa avversaria: «E grazie a dio - ha sorriso - non ci sarà la Svitolina…». Due anni dopo, avrà l'occasione per prendersi il Foro, sfatare il tabù e diventare la nuova regina di Roma: «Sì, domani è una buona occasione - ha concluso Halep - È una grande sfida. Spero davvero di vincere questo titolo, ma è sempre dura. Sono solo felice di giocare questo torneo e di giocare bene». Se la vedrà con Karolina Pliskova, detentrice del titolo 2019, che ha battuto in semifinale la connazionale Marketa Vondrousova con il punteggio di 6-2, 6-4.
 

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