Il presidio
Lo scavo romano di Sant’Antonio regala altri tesori
MONTAIONE
Torna alla luce ma solo per manutenzione lo scavo romano di Sant'Antonio nel Comune di Montaione.
Sono state 2 settimane intense, le ultime, per gli archeologici e restauratori dell'associazione della Valdelsa Fiorentina e nell'occasione è stato fatto il punto su scoperte, non annunciate, in merito a questo scavo: un altro abside con alcune colonne per il riscaldamento e altre zone che fanno pensare ad una maggiore estensione di questo sito. Lo scavo nel corso degli anni è cresciuto e gli ultimi ritrovamenti danno più che mai l’idea di qualcosa di straordinario per Montaione. Soltanto nel 2019 lo scavo non è andato avanti, complici alcuni ritardi nella ricevuta della concessione da parte della Soprintendenza. Poi il 2020 e il Covid-19 che ha spostato l’attenzione su altri temi. Quindi la manutenzione di due settimane nel mese di settembre per cercare di fare il punto sullo scavo e gettare le basi per il 2021, affinché si possa mettere in luce nuovi ritrovamenti.
Ma dove si trova la vegetazione più fitta e alta, fra gli stessi archeologi non vi sono dubbi: c’è molto da scoprire e potrebbe essere ancora meglio conservato, rispetto a quanto già scoperto. Sul posto in queste settimane hanno operato 4 persone: 3 archeologi e una restauratrice. «Questo è un biglietto da visita senza precedenti per il territorio del comune di Montaione. Ringraziamo come ogni anno l’amministrazione comunale che ci dà un contributo per portare avanti gli scavi. Adesso occorre fare un passo in più, legarsi più che mai con le università per avere studenti desiderosi di imparare e che possano offrire quella manovalanza qualificata che serve. Dai privati alle banche, questa è una opportunità da cogliere, per il prossimo anno cercheremo di trovare sostenitori per portare avanti questo interessantissimo scavo» spiegano dall'associazione.
Ora solo qualche intervento di consolidamento per non danneggiare ciò che è stato riportato alla luce e tutti i ritrovamenti sono stati smistati fra il museo civico del paese e la sede dell’associazione archeologica della Valdelsa Fiorentina. Gli scavi vengono svolti ogni anno fino alla terza settimana di settembre, in quanto poi la zona di Sant’Antonio è vincolata, in quanto territorio di caccia. Un contributo importante, se non decisivo, arriva ogni anno da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Paolo Pomponi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google