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L’abbraccio tra amici invece dello sprint per vincere la tappa al Tour
Lotta per la leadership a parte, il Tour ha regalato uno scampolo di sensibilità agonistica, davvero molto raro. Due corridori della Ineos, Richard Carapaz e Michal Kwiatkowski, si sono presentati per primi sorridenti sul traguardo, cercando di tagliarlo assieme dopo essersi scambiati pacche sulle spalle come due vecchi amici, mano nella mano e senza alcun proposito bellicoso. L'ipotesi di sferrare un attacco, di organizzare uno sprint, non è stata presa in considerazione
PARIGI. La cronometro di domani, da Lure a La Planche des Belles Filles, su un percorso lungo 36,2 chilometri, al 99% e salvo clamorosi rovesci, incoronerà il vincitore del Tour de France, che ieri ha fatto tappa (la 18/a) a La Roche-sur-Foron. Primoz Roglic, che delle sfide contro il tempo è apprezzato specialista, è il grande favorito per la passerella in maglia gialla a Parigi, anche grazie ai 57" di vantaggio che mantiene sul connazionale Tadej Pogacar. Anche ieri il leader sloveno della corsa ha azzerato velleità e ambizioni del più giovane Pogacar, facendo lavorare la propria squadra, facendosi traghettare sulle vette alpine più dure e aggiungendo un'altra tessera al puzzle che da giorni costruisce. Lotta per la leadership della generale a parte, il Tour ha regalato un altro scampolo di sensibilità agonistica, con due corridori della Ineos, Richard Carapaz e Michal Kwiatkowski, che si sono presentati sorridenti sul traguardo, cercando di tagliarlo assieme dopo essersi scambiati pacche sulle spalle come due vecchi amici, mano nella mano e senza alcun proposito bellicoso.
L'ipotesi di sferrare un attacco, di organizzare uno sprint, non è stata presa nemmeno lontanamente in considerazione. Da compagni, da atleti che fanno parte di uno stesso team e remano dalla stessa parte, il polacco e l'ecuadoriano hanno offerto una vera e propria passerella, un epilogo in parata che forse nemmeno il dirigente più ottimista dello squadrone britannico avrebbe preso in considerazione. E' stato il fotofinish ad assegnare il successo di tappa a Kwiatkowski, la cui ruota è stata colta di qualche centimetro - ma per un puro caso - al di là di quella di Carapaz: l'ecuadoriano, vincitore del Giro d'Italia 2019 e oggi per il terzo giorno consecutivo protagonista di una grande fuga, si è consolato con la maglia a pois di miglior scalatore. Un arrivo da libro Cuore, andato in onda quasi a reti unificate in un'epoca in cui la caccia ai premi diventa sempre più frenetica e ossessiva nel mondo dello sport, non solo in quello del ciclismo. —
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