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Musetti, la furia calma

Musetti, la furia calma

«Sono rilassato e gioco bene: ma non credo ai miei occhi»

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Roma

«Non mi aspettavo questa vittoria. Ma ho giocato un bel tennis e mi sono goduto ogni punto di questo match. Ho giocato senza pressione». Così Lorenzo Musetti, carrarese doc, classe 2002 e numero 249 delle classifiche mondiali, ha raccontato il sorprendente successo (6-0 7-6) sullo svizzero Stan Wawrinka agli internazionali di Roma. «Qui ricordo di aver visto i grandi campioni, Djokovic, Federer e Nadal con la mia famiglia e i miei amici. Questo è un sogno che si avvera. Ancora non credo a quello che ho fatto, vedremo cosa succederà nei prossimi giorni». Musetti, che proviene dalle qualificazioni, è il primo tennista nato nel 2002 al mondo a vincere un match all’interno del circuito Atp.

Musetti resta con i piedi per terra e prova a raccontare cosa vuol dire battere un giocatore che è stato stabilmente tra i primi 10 del mondo, che ha vinto tre titoli del Grande Slam e 16 tornei atp. «Abbiamo lavorato molto questo mese. Questo è un passo importante per la mia maturazione. Non so perchè ma ero molto calmo prima del match e questa forse è stata la chiave della mia vittoria. Il tennis oltre a essere un lavoro e anche tanta passione. Spero che questa cosa duri per il resto della mia carriera». Il diciottenne di Carrara sa che questo è solo un primo passo e che ora la cosa più difficile sarà confermarsi: «Questa è una partita, non ho ancora finito il mio processo. Mi sto avvicinando al Tour, ma devo fare ancora tanti step. È un percorso difficilissimo e per arrivarci bisogna prendere tante batoste, giocare i Challenger e fare esperienza». Quello che ha stupito tutti però è la solidità mentale con cui il giovane tennista ha affrontato il match «Sono molto maturato dal punto di vista mentale in campo e questo mi fa piacere per era uno degli aspetti in cui peccavo un pò, speriamo di continuare così». Ora lo attende il giapponese Nishikori, test importante per capire se quella di Musetti è stata solo la vittoria di una notte o l’inizio di una bella storia sportiva. —

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