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La tesi di laurea di Pirlo e il relatore Ulivieri «Sarà un gran tecnico»

Alessandro Marone
La tesi di laurea di Pirlo e il relatore Ulivieri «Sarà un gran tecnico»

L’allenatore toscano relatore alla “laurea” dello juventino «La sua tesi? Idee attuali, ma proiettate verso il futuro»

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Lunedì, oltre a milioni di studenti, è tornato tra i banchi anche Andrea Pirlo. Il tecnico della Juventus ha sostenuto l’esame finale del Master per ottenere la qualifica Uefa Pro, che consente di allenare in tutte le categorie. Un percorso durato un anno: 240 ore di lezione, in aula e on-line (durante il lockdown). Tra gli allievi del corso Uefa Pro tante vecchie conoscenze della serie A: Daniele Bonera, Marco Cassetti, Cristian Chivu, Morgan De Sanctis, Mohamed Kallon, Paolo Montero, Thiago Motta, Angelo Palombo e Luca Toni, giusto per citarne qualcuno. Tre le donne abilitate: Patrizia Panico, Nazzarena Grilli e Manuela Tesse. Gli esami finali si sono svolti lunedì e martedì al Museo del Calcio; in mattinata i corsisti hanno sostenuto gli esami orali per le singole materie (tecnica e tattica calcistica, comunicazione, psicologia, medicina e metodologia d’allenamento), nel pomeriggio gli allievi hanno discusso la tesi davanti alla commissione presieduta dal direttore della Scuola Allenatori, Renzo Ulivieri. Che studente è stato Andrea Pirlo? «Molto bravo, attento, preparato e desideroso di completare l’ultimo step: fare il passaggio da calciatore ad allenatore», commenta Ulivieri. L’attuale allenatore del Pontedera femminile, neo-promosso in B, è stato relatore di Pirlo. «Dalla tesi di Andrea emergono idee molto attuali con uno sguardo al futuro e l’intenzione di prevedere come sarà il calcio nei prossimi anni». Ulivieri è sicuro nel giudizio sul nuovo tecnico della società campione d’Italia: «Pirlo può diventare un grande allenatore». 107 su 110 la votazione del Maestro, tra i migliori assieme a Thiago Motta (108/110). Imperturbabile, abile nel non far trasparire emozioni come nel disegnare traiettorie e dispensare perle di pura classe in campo, chissà se Pirlo avrà provato un po’ di tensione al momento della discussione. “Il calcio che vorrei” è il titolo della tesi presentata dal nuovo allenatore della Juventus. L’idea fondante del mio calcio è basata sulla volontà di un calcio propositivo, di possesso e di attacco. Vorrei giocare un calcio totale e collettivo, con 11 giocatori attivi in fase offensiva e difensiva. Manipolando spazi e tempi, abbiamo l’ambizione di comandare il gioco in ambedue le fasi», si legge nell’incipit dell’elaborato. Il Maestro dichiara di essersi ispirato al Barcellona di Cruijff e Guardiola, all’Ajax di Van Gaal, al Milan di Ancelotti e alla Juventus di Conte e parla di “gioco” come filo conduttore della propria squadra. —

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