Il presidio
«Troppi stranieri E spesso sono inferiori ai nostri giovani»
Marco Lollobrigida non è soltanto la voce della nazionale, ma anche uno dei più apprezzati giornalisti Rai. Nella prossima stagione condurrà, oltre a “A Tutta Rete”, anche “Campioni del Mondo”, una nuova trasmissione radiofonica, in onda su Radio 2, nella quale saranno ospiti fissi gli ex campioni Ciccio Graziani e Domenico Marocchino. Grande esperto di calcio internazionale, non è poi così convinto, anzi, che così tanti stranieri facciano bene al nostro calcio.
Cosa ne pensa dell'invasione di stranieri che, da qualche anno, caratterizza il nostro calcio?
«Secondo me è un minusvalore, per rendersene conto basta guardare alla nostra nazionale, nella quale ci sono tantissimi giovani interessanti. Ritengo sia un errore affidarsi a stranieri qualitativamente uguali, o inferiori, agli italiani, che tolgono spazio ai prodotti dei nostri settori giovanili».
Una situazione che si ripercuote anche sulla nostra nazionale.
«Vero, il massiccio impiego di calciatori stranieri, riduce tantissimo la platea degli azzurrabili, come denunciato dallo stesso Mancini non appena diventato tecnico della nazionale. Siamo arrivati al paradosso che la nostra rappresentativa è diventata una sorta di talent scout per i club».
Parliamo degli ultimi arrivati, quali sono i giocatori dai quali dobbiamo aspettarci di più?
«Premesso che i veri colpi devono ancora arrivare, Suarez, Vidal e Kantè, alcuni dei nuovi arrivi sono interessanti. Su tutti Hakimi dell'Inter, un esterno davvero fortissimo, anche se ho qualche perplessità sul suo adattamento alla linea difensiva a tre prediletta da Antonio Conte. Mi piace molto anche Osimhen del Napoli; 80 milioni sono tanti, ma su di lui c'erano gli occhi di mezza Europa. Di grande valore è Arthur; me lo ricordo in una partita di Champions di cui feci la telecronaca, mi impressionò tantissimo. Un grande palleggiatore, un ottimo acquisto per la Juve, se saprà limitarne gli eccessi caratteriali. Mi intriga anche Miranchuk dell'Atalanta, trequartista che può stupire». —
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