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TENNIS: LA FINALE FEMMINILE DEGLI US OPEN 

Osaka regina di New York «Finalmente sdraiata...»

Vezio Trifoni
Osaka regina di New York «Finalmente sdraiata...»

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Il silenzio dell'Arthur Ashe lascia spazio alla gioia della giapponese Naomi Osaka che supera 1-6 6-3 6-3 Victoria Azarenka nella prima finale decisa al terzo set nella storia del torneo dal 2016, e per la 23 enne arriva il suo terzo Slam. «Pensavo a tutte le volte che avevo visto i grandi giocatori lasciarsi andare a terra e guardare il cielo. Ho sempre voluto capire cosa vedevano». Che campionessa sei, se non hai mai visto il cielo? Il suo, di cielo, è molto più blu di due anni fa, dopo il primo trionfo a New York, anche allora senza un'adeguata celebrazione, oscurata, affogata dalle manifestazioni di rabbia ostile del pubblico dopo la sconfitta di Serena Williams, inviperita contro il giudice di sedia Carlos Ramos. Allora come oggi, ha detto, «ho cercato di concentrarmi solo su quello che ero in grado di controllare». Osaka diventa la prima giocatrice asiatica con tre Slam in carriera e risale al numero 3 del mondo. Torna il tre, numero che si identifica con un'idea di perfezione, per la sportiva più ricca dell'ultimo anno. Azarenka, nonostante la finale persa, rientrerà in top 20: sarà numero 14 la prossima settimana.Una sfida dai colori forti con la Azarenka vestita di rosa e la giapponese di blu con il nome di Tamir Rice, dodicenne nero ucciso a Cleveland nel 2014 sulla mascherina: per non dimenticare. Proprio così la Osaka si è adattata e la sua memoria dopo l'1-6 del primo set e il 2-0 e vantaggio esterno arriva la scintilla, un dritto profondo, che fa cambiare il match. «Nel primo set ero molto nervosa, non riuscivo a muovere i piedi. Era chiaro che non stessi giocando al 100%. Pensavo che sarebbe stato bello se fossi almeno riuscita a giocare al 70%» ha detto dopo il match Osaka.

«Nel secondo, andare subito sotto di un break non mi ha aiutato, Ho pensato che dovevo essere positiva, che almeno dovevo fargliela sudare la partita». I colpi da fondo di Osaka cominciano a viaggiare più profondi, il dritto si fa più sicuro anche in lungolinea, con i primi colpi nello scambio contrasta Azarenka che cerca di muoverla spesso verso sinistra dopo il servizio o risposta per poi attaccare decisa con il dritto in diagonale. La giapponese colpisce più in anticipo e lo spettacolo ne guadagna e il match ritorna in parità.

Nel terzo set il break del 3-1 sembra avvicinare la conclusione della finale. Azarenka però conserva ancora gli occhi della tigre, della campionessa che ha vinto 133 partite in 50 Slam e sa come pensare tennis ad alto ritmo. Sfrutta bene il campo quando gioca d'incontro, recupera il controbreak sul 4-3 e ci prova ma lo Slam va in oriente. —

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