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Da Arthur a Hakimi: è uno shopping senza frontiere ma i big sono pochi
In attesa dei colpi più attesi, con i vari Suarez, Kantè e Vidal andiamo a scoprire i volti nuovi già sbarcati in Italia
Anche in tempi di emergenza, nel mondo del calcio l'estate è tempo di sogni, quelli dei tifosi, alimentati dai tanti volti nuovi in arrivo dal calciomercato. Volti nuovi che sempre più spesso vengono da altre federazioni; vuoi mettere l'appeal di un nome esotico rispetto ad un più comune Rossi o Bianchi. In attesa dei colpi più attesi – Suarez, Kantè, Vidal – sono già tanti gli stranieri accasatisi nei nostri club, iniziamo a conoscerne qualcuno.
Arthur. Molte delle fortune bianconere passano dai piedi di questo piccolo brasiliano. Alto 1,71, elegantissimo, vanta un fenomenale bagaglio, tanto che a Barcellona veniva considerato l'erede di Iniesta. Alla Juve ricoprirà il ruolo di Pjanic, quello di metronomo dal quale partono tutte le azioni. Bravo nel far girare la palla, con velocità e maestria, è abilissimo nel dribbling e nell'inserirsi sotto porta. Sulla carta vale tutti i 72 milioni spesi per portarlo a Torino.
Brahim Diaz. Dopo il successo avuto con Theo Hernandez, il Milan ci riprova con un altro ex Real Madrid, l'attaccante di origini marocchine Brahim Diaz. Arriva a Milano in prestito, ed è un “puntero” molto duttile. Piccolo di statura – 1,71 m – ha le sue armi migliori nella grande velocità e nella tecnica sopraffina; piedi raffinati, è di fatto ambidestro, è formidabile quando punta l'uomo per creare la superiorità numerica per assistere i compagni o cercare lui stesso la porta.
Hakimi. C'è grande attesa per l'esterno arrivato dal Borussia Dortmund, costato la bellezza di 45 milioni. Il gioco di Conte non può prescindere dagli esterni di fascia. Il nuovo arrivato però, oltre a tanta corsa, regala anche tanta qualità ed è incisivo sotto porta, lo dicono le statistiche del giocatore marocchino: nella passata stagione 7 reti e ben 10 assist. Se non si perde nei vorticosi meandri della A può diventare uno degli esterni più forti d'Europa.
McKennie. La grande sopresa del mercato della Juve, il primo statunitense nella storia della Vecchia Signora. Arriva a Torino senza squilli di tromba, senza un investimento faraonico, ma può regalare grande solidità al nuovo centrocampo di Andrea Pirlo. Centrocampista di contenimento, è perfetto per coprire le spalle al nuovo acquisto Arthur. Un giocatore che si vede poco, ma si sente tanto, può essere l'erede dei vari Furino e Bonini, miti della storia bianconera.
Miranchuk. L'Atalanta è ormai una grande, lo si vede anche dai 14,5 milioni spesi per vestire Miranchuk di nerazzurro. Il russo arriva dalla Lokomotiv Mosca ed è talento da seguire con grande attenzione. Fantasista puro, bravo sia nel trovare la rete – 16 centri nella passata stagione – che nel regalare preziosi assist ai compagni. Se si ambienta in fretta, ha tutte le possibilità per prendere il posto di Ilicic, in attesa che lo sloveno recuperi la miglior condizione, dopo i noti problemi personali.
Muriqi. In un calcio sempre più fisico, la Lazio aveva bisogno di un centravanti vecchia maniera, forte in elevazione e bravo a far salire la squadra. Tare lo ha trovato in Turchia, nel Fenerbahce, la squadra in cui militava il kosovaro Muriqi, approdato nella capitale per 18 milioni di euro. Un autentico gigante delle aree di rigore, grazie ai suoi 194 centimentri, accompagnati da 92 chili di muscoli. Fisico straripante, ma anche discreta tecnica, che lo fanno prospetto ideale per le ribollenti aree di rigore della nostra massima serie.
Osimhen. Una bella storia, quella dell'attaccante africano che, da bambino, vendeva acqua nel centro di Lagos, ed adesso aspira ad entrare nel gotha dl calcio mondiale. Costato la bellezza di 80 milioni, porta al Napoli dribbling, eleganza e fantasia. Dotato di grande velocità e di un destro potentissimo, con gli azzurri deve dimostrare di meritare la valutazione, forse superiore a quanto mostrato finora.
Pedro. Classica seconda punta, piccolo di statura, il nativo di Tenerife è il tipico esterno offensivo, bravo a creare la superiorità numerica ed a cercare la porta avversaria. Non è un bomber da 20 reti, ma almeno una decina sono sicuramente nelle sue corde, lo dicono i quasi 100 bersagli in carriera. Perfetto per essere affiancato a uno come Dzeko. —
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