Il presidio
Azarenka, mamma vincente Serena, ancora una delusione
Niente da fare per Serena Williams. Il 24° Slam deve aspettare. Il sogno di raggiungere il record di Margaret Court è stato cancellato dalla sconfitta contro l'altra mamma Viktoria Azarenka, che dopo aver perso il primo set ha rimontato e ha chiuso 1-6 6-3 6-3. La bielorussa in finale affronterà la giapponese Naomi Osaka che in una partita di altissimo livello ha sconfitto Jennifer Brady 7-6 3-6 6-3. Serena era partita forte e ha dominato Viktoria con un 6-1 che molti avevano pensato da ko ma nel momento chiave, inizio del secondo set, la bielorussa è riuscita a salvare una palla break e a rientrare in partita. Non aveva mai battuto l’avversaria-amica in uno Slam e anche quando ha servito un doppio fallo che l’ha portata sul 5-3 30-30 nella partita decisiva, non ha tremato: con due ace ha frantumato il sogno dell’avversaria e alimentato ancora una volta il suo. Azarenka giocherà la sua quinta finale Slam a 7 anni dall’ultima, disputata proprio a New York nel 2013, l’anno in cui aveva conquistato il secondo dei suoi titoli agli Australian Open. Da quando il tennis è ripreso, la campionessa di Minsk non ha ancora perso una partita. Ha vinto il titolo del Southern & Western Open proprio sulla Osaka, cha ha dovuto dare forfait in finale. Nell'altra semifinale si è visto del bel tennis con servizi esplosivi, diritti potentissimi e piccole opportunità da cogliere al volo. La differenza tra le due giocatrici è stata in quei dettagli che distinguono una grande giocatrice da una campionessa vera e propria. Nello specifico la capacità di giocare bene i punti importanti e la forza per reagire al momento di difficoltà. Nel primo set, un duello di servizi devastanti, è stata la Brady, n.41 del mondo ma recente vincitrice del torneo di Lexington, ad avere una palla break ma sfortunatamente per lei la sua risposta di rovescio è finita larga. Al tie-break, il game che rompe gli equilibri in cui tutti punti sono importanti, l’americana ne ha colto uno solo. Lasciando il set alla giapponese con lo score di 7-1. Nel secondo set è salita la Brady ed ha vinto 6-3 poi nel terzo si è vista la capacità di reazione dell’ex n.1, attualmente n.9: ha tenuto duro, lottato ancora punto a punto e, complice un nastro fortunato, è stata la prima a procurarsi un break di vantaggio e a salire sul 3-1. Un vantaggio che ha tenuto fino alla fine anche se a un certo punto ha dovuto salvare una doppio opportunità del contro-break che la Brady si è lasciata sfuggire. L’ultimo atto degli Us Open 2020 sarà dunque una questione tra le due campionesse più in forma del momento. Negli scontri diretti la giapponese è in vantaggio 2-1: sconfitta agli Open d’Australia del 2016 si è poi imposta sulla bielorussa a Roma nel 2018 (6-0 6-3) e al Roland Garros nel 2019 (4-6 7-5 6-3). —
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