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Neri: «Senza campo, la burocrazia ci penalizza»

Giacomo Carobbi
Un'azione di gioco degli Orsi Rugby Pistoia
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Un'azione di gioco degli Orsi Rugby Pistoia

Il presidente degli Orsi Pistoia lamenta il ritardo con cui l’amministrazione sta trattando la pratica per l’uso dell’impianto

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PISTOIA. Dopo gli anni di esilio dell'hockey e i trasferimenti forzati di futsal e pallacanestro, Pistoia ha rischiato di perdere anche il rugby. Tra le società sportive cittadine che si trovano in seria difficoltà per l'impossibilità, ad oggi, di disporre di un campo di gioco, c'è anche il Rugby Pistoia. Gli Orsi della palla ovale sono preoccupati per il futuro dell'attività sia della prima squadra che delle giovanili. «In questi giorni caotici - racconta Lorenzo Neri, presidente del Rugby Pistoia - ci è stata anche offerta l'opportunità di trasferire a costo zero l'attività al campo "Chersoni" di Iolo, un gioiello per il nostro sport. Tuttavia abbiamo rinunciato perché vogliamo proseguire il percorso intrapreso nella nostra città. Abbiamo fatto tanti sacrifici per creare una comunità rugbistica tutta pistoiese e accettare l'offerta avrebbe vanificato tutto». Come negli altri casi, anche per gli Orsi l'assegnazione dell'impianto c'è. Quello che manca è il via libera dei tecnici comunali per l'utilizzo. «Stando alle tempistiche comunicate dall'amministrazione, l'ok definitivo sarebbe dovuto arrivare lunedì. Ad oggi, purtroppo, siamo ancora in attesa». La prima squadra al momento si sta allenando al campetto della parrocchia di Santomato, mentre il settore giovanile è a rischio.

«La prima squadra si è adattata, sono tutti grandi e vaccinati - sottolinea - Ma la generosità del parroco, che ringraziamo, non è sufficiente a garantire l'inizio degli allenamenti dei bambini. A loro serve un campo a norma, vorremmo iniziare il 14 perché il rischio concreto è quello di perdere atleti. Non possiamo permetterci di affittare strutture private lontane». La speranza è che tutto si risolva a breve e che gli Orsi possano tornare a casa loro. Da due anni i rugbisti biancorossi si allenano e giocano a Chiesina Montalese: una sistemazione che dovrebbe essere quella definitiva dopo i due traslochi, prima dal "Turchi" e poi da "Pistoia Ovest". Una "conquista" che tuttavia presenta ancora qualche problematica. «Siamo contenti di avere un campo a disposizione, e speriamo di riaverlo presto, perché la nostra idea di sport presuppone l'esistenza di una comunità, che condivida uno spazio e promuova aggregazione - spiega il dirigente biancorosso - per questo, dopo aver fatto investimenti prima al Turchi e dopo a Ponte alle Tavole, da due anni svolgiamo interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria (tutto a spese nostre) e ci accolliamo spese che non sarebbero a nostro carico come servizi non goduti e spese per ore di utilizzo».

«Non c'è recriminazione in quello che dico - prosegue Neri - il nostro impegno però potrebbe essere più gratificato se si riuscisse a regolarizzare la nostra presenza a Chiesina Montalese. Ad oggi, oltretutto, continuiamo ad essere l'unico presidio per la sicurezza dell'impianto, ma non essendo ancora gestori ufficiali non abbiamo possibilità di stipulare assicurazioni né di partecipare a bandi per poter intercettare risorse da investire nel campo stesso. Ci sembra una situazione controproducente anche per la stessa amministrazione comunale». —
 

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