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Grand’Italia, è un figurone a casa di Cruijff Gioco, schemi e Barella-gol ci portano in vetta

Grand’Italia, è un figurone a casa di Cruijff Gioco, schemi e Barella-gol ci portano in vetta

Dominio azzurro ad Amsterdam, Jorginho cambia volto alla squadra. L’unico neo l’infortunio al ginocchio a Zaniolo

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AMSTERDAM

Nella casa dedicata al nume tutelare del calcio europeo, Johann Cruijff, l’Italia di Mancini regala una lezione dei calcio totale a chi questo modo di interpretare il football lo ha inventato: gli olandesi. E’ bastato cambiare quattro pedine per dare un altro, e più vero, volto alla nazionale: Jorginho, anzitutto, unico insostituibile nel sistema del Mancio. Ma anche Locatelli, ragazzo col piglio del veterano, Chiellini a dare spessore dietro e Spinazzola a terremotare la fascia sinistra arancione. Loro, sorpresi, ci hanno capito davvero poco, e attenzione che non si tratta di una squadra da poco: nomi che fanno paura, talento e fisico. Ma nella notte di Amsterdam li abbiamo soverchiati in ogni parte del campo. Tutto benissimo dunque: tre punti che ci portano in vetta al girone, il gioco e il morale ritrovato. Unico neo l’infortunio al ginocchio di Zaniolo: speriamo no ci siano conseguenze per il talento giallorosso.

Giochiamo meglio, siamo tonici e pressiamo. Gli orange magari non se l’aspettavano, a dopo 11’ arriva la prima, vera occasione con Locatelli che recupera palla e arma Barella, destro deviato sulla traversa. Jorginho e Locatelli cambiano i connotati al nostro centrocampo, fioccano recuperi e ripartenze. Zaniolo cerca un gol da antologia nello stadio dedicato a Cruijiff (che avrebbe apprezzato): sforbiciata alta di poco. Poi tocca a Insigne, sempre ispirato, armare immobile che ci prova con il suo marcchio di fabbrica, il destro a giro, fuori di un niente. La palla la tiene sempre l’Italia, gli olandesi non riescono mai a saltare il nostro primo pressing ed a creare qualcosa davanti. Al 40’ però si fa male Zaniolo (oggi gli esami) e Mancini non rinuncia ad attaccare mettendo dentro il ragazzino Kean.

Al 45’ arriva l’azione perfetta: tutto sulla destra nello stretto, Jorginho-Spinazzola-Insigne, cross perfetto che premia l’inserimento di Barella, colpo di testa imparabile a due passi da Cillesen: meritatissimo vantaggio azzurro. Anche nella ripresa lo spartito non cambia, e quello che colpisce della nostra nazionale è l’atteggiamento sempre propositivo, coraggioso, una rivoluzione copernicana rispetto alla nostra tradizione, che in trasferta ci vedeva spesso troppo speculativi. Al 52ì colossale sciocchezza dell’atalantino Hateboer che libera Immobile davanti alla porta, Ciro esita troppo. E subito dopo Insigne con un tiro a girare chiama al volo Cillesen. L’Olanda si scuote dal torpore con un piattone in corsa di van de Beek, strepitosa la risposta in angolo di Donnarumma. Quando ripartiamo, e succede spesso, facciao male: prima Immobile stecca il tiro a volo, poi Kean sfiora il montante. Finale scontato, con gli orange che mettono in campo tutta la loro potenza di fuoco: ma questa notte è solo nostra.

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