Il presidio
IL PICCOLO MIRACOLO DELL’ITALIA “OPERAIA”
La conoscevamo tutti, di nome. Come una bella ragazza che vediamo passare sotto casa ma di cui sappiamo poco. L’Alpha Tauri è stata Toro Rosso, dal 2006 al 2019, e ha lanciato gente come Vettel, Verstappen e Ricciardo. Ma in principio è stata anche la Minardi, prima di essere rilevata dal colosso a nome Red Bull, che controlla ancora la scuderia, tanto da imporle il nome della proprio marchio di moda.
Un portafoglio straniero per una scuderia italianissima: la sede è nella laboriosa e placida pianura romagnola, a Faenza. Il management è straniero, la forza lavoro, compresa quella nel paddock, assolutamente italiana: è bastato vedere la commozione, gli occhi lucidi, le pacche sulle spalle quando nell’autodromo di Monza, sempre maestoso ancche se spoglio di pubblico, sono risuonate le note dell’Inno di Mameli.
La bellezza dello sport è che, ogni tanto, sa regalare delle favole che nessuno saprebbe scrivere. In mezzo al tiranno Mercedes, all’emergente Red Bull, alla gloriosa e decadente Ferrari, alla rampante Racing oint, la piccola realtà faentina è sempre stata vaso di coccio, alla ricerca di piazzamenti lontano dal podio e di punticini per la classifica costruttori. Finchè un gioron le congiunzioni astrali mandano in crisi tutti i big e un francese che abita a Milano, Pierre Gasly, si trova davanti l’occasione della vita e non la spreca. Mandando in estasi la provincia italiana, e operaia, della Formula 1. Che bello.
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