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LA LINEA DEL GOVERNO 

E Conte sbarra gli stadi «Inopportuno riaprirli ora»

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ROMA

«Inopportuno riaprire gli stadi». Nella querelle tra favorevoli e contrari alla riapertura graduale degli impianti sportivi, irrompe il ”parere” del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il premier sposa la linea più intransigente, e anche se parla di riflessione personale non ancora condivisa col governo pone di fatto il suo veto: «Per quanto mi riguarda, la presenza allo stadio così come a manifestazioni dove l'assembramento è inevitabile, non solo sugli spalti ma anche in fase di entrata e uscita, non è assolutamente opportuna». Aggiungendo che l'obiettivo del governo al momento è quello di privilegiare attività ricreative «più importanti» e che comunque «è un parere personale, non ancora condiviso con il Governo». Le parole di Conte si inseriscono in un dibattito che dura da tempo e che, come per le discoteche, ha spaccato in due l'opinione pubblica e gli addetti. Dura la presa di posizione del leader della Lega Matteo Salvini, secondo il quale «lo sport è vita, è passione, il calcio è fondamentale - ha detto - senza fare questioni di partito, la regione Emilia Romagna, governata dal Pd, organizzerà il Gran Premio e sarà presente il pubblico, contingentato, ma è previsto». Sulla stessa lunghezza d'onda di tanti protagonisti in campo. «Il calcio è uno spettacolo, e senza tifosi non c'è spettacolo: per noi e per tutte le altre è molto difficile giocare senza pubblico», spiega l'allenatore del Bologna Mihajlovic. «Mi auguro con tutto il cuore - ha concluso - che a poco a poco tornino negli stadi, quando sarà possibile e come sarà possibile». —

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