Ma che Inter: attesa, stoccata e “manita” Shakhtar asfaltato e finale col Siviglia
Conte indovina tutte le mosse, Lautaro e Lukaku firmano la doppietta, in gol anche D’Ambrosio. Ucraini non pervenuti
dusseldorf (germania)
L’Inter asfalta lo Shakhtar e va in finale di Europa League venerdì contro il Siviglia.
Lo Shakhtar è una squadra di grandi palleggiatori, piena zeppa di brasiliani bravi ed esperti. Insomma non c’è da fidarsi anche se l’Inter è data come netta favorita dai principali bookmakers. E Conte non si fida, vuole la finale e indovina tutte le mosse puntando sull’attesa, la concentrazione e le ripartenze.
L’Inter parte guardinga e lascia agli ucraini il pallino per tutto il primo quarto d’ora. I nerazzurri si difendono ma non subiscono. Tanto giro palla di Taison e compagni, ma nessuno arriva mai a farsi pericoloso dalle parti di Handanovic. Il tempo di prendere le misure, alzare man mano il pressing sui costruttori di gioco dello Shakhtar, e l’Inter la sblocca. Barella – uno dei migliori alla fine – intercetta a metà campo una palla rilanciata male da Pyatov e si butta lungo la fascia destra, arriva sul fondo e centra preciso per il colpo di testa di Lautaro che anticipa Kryvtsov e mette in rete. Inter avanti al 18’ con la possibilità di giocare ora di rimessa approfittando anche della poca propensione al pressing degli ucraini.
I nerazzurri non forzano e riescono ad arginare senza soffrire mai il prolungato palleggio dello Shakhtar alla ricerca di un varco nella munita difesa interista, supportata al meglio anche dai centrocampisti. L’unico mezzo brivido per Handanovic arriva al 43’ quando lo Shakhtar, dopo aver cercato in tutti i modi ma senza successo di arrivare nell’area interista, ci prova da lontano: la botta di Marcos Antonio sibila di poco sopra la traversa.
Non ci sono cambi al ritorno in campo. Passano tre minuti e l’Inter ha l’occasione per raddoppiare. Lautaro vince un contrasto su una palla vagante sulla trequarti dello Shakhtar, vede Pyatov fuori dai pali e cerca di beffarlo con un pallonetto, il portiere ucraino deve improvvisare un mezzo miracolo per smanacciare in corner.
I temi tattici della ripresa ricalcano quelli del primo tempo: Inter che controlla senza rischiare e che prova a ripartire con folate improvvise. Shakhtar in difficoltà, che deve faticare e palleggiare all’infinito per arrivare nei pressi dell’area nerazzurra e poi vedere infrangersi le proprie velleità sull’attenta retroguardia della squadra di Conte. Le occasioni latitano da una parte e dall’altra, in questa fase, e la partita non è bella.
Brividissimo, il primo vero della partita, per l’Inter al 61’. Cross improvviso di Solomon, la difesa dorme e Junior Moraes può colpire di testa a tu per tu con Handanovic, ma il portiere nerazzurro ha un ottimo riflesso e para. L’Inter sente il campanello d’allarme e accelera un po’ le operazioni. Il premio arriva subito: corner di Brozovic, nessuno si occupa della marcatura su D’Ambrosio e il terzino stacca quasi indisturbato di testa e infila il gol del 2-0. Conte esulta in panchina, il suo collega Castro s’infuria per la pessima prestazione dei suoi difensori in questa occasione.
Lo Shakhtar, che già appariva in calo, accusa il colpo e il centrocampo interista ora ha sempre il sopravvento nello spezzare il gioco degli ucraini e nel mettere in moto devastanti ripartenze. E così arriva anche il 3-0 al 74’. Altra palla rubata a centrocampo, scambio rapido e Lautaro dal limite centra l’angolino basso alla sinistra di Pyatov.
Lo Shakhtar non c’è più e Lautaro dopo la doppietta fa anche l’assist per mandare in rete Lukaku al 77’. E il belga si ripete all’83’ battendo in velocità tutta la difesa ucraina per la manita che vale la finale. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
