Il Tirreno

Sport

Europa matrigna ci resta solo l’Inter Ma ora l’Atalanta è diventata grande

I bergamaschi tornano tra gli elogi, accolti dal grazie dei tifosi Conte e i suoi sfidano lo Shakhtar, anche Zhang in tribuna

3 MINUTI DI LETTURA





ROMA

Il calcio italiano esce malconcio dall’inizio di final eight europee. In un sol colpo tra ottavi e quarti di Champions e Europa League escono Juventus, Atalanta, Napoli e Roma, quattro su cinque: resta in campo solo l’Inter. Un colpo che ripropone gli interrogativi sul valore del campionato di serie A al cospetto del palcoscenico continentale, anche se non tutte le uscite hanno avuto lo stesso significato. Inaspettata e quella della Juventus col Lione, dolorosa per l’evidente dislivello emerso sul campo quella della Roma col Siviglia, più “normale” quella del Napoli col Barcellona, amarissima quella dell’Atalanta col Psg, maturata quando la grande impresa sembrava ormai compiuta.

Atalanta, ritorno da eroi. La delusione per l'eliminazione dalla Champions è durata appena il tempo di realizzare quanto grande sia stata la stagione dell'Atalanta, applaudita al suo ritorno a Bergamo da duecento tifosi in festa. «Ci siamo fermati all'ultimo miglio, ma abbiamo regalato un sorriso ai bergamaschi che hanno sofferto», le parole del presidente Percassi, diviso tra il rammarico per la rimonta del Psg nei minuti finali dell'ennesima partita giocata fino all'ultimo, e la voglia di migliorarsi ancora per vivere un'altra stagione da protagonisti. «Ai giocatori ho detto che gli darò un premio, sono stati bravissimi, lo meritano, mentre con Gasperini ci siamo abbracciati. Vogliamo rinforzare la squadra e tenere tutti i big, poi se arriveranno offerte inimmaginabili faremo le nostre considerazioni», sottolinea Percassi che si rifiuta però di parlare di scudetto: «Pensiamo sempre a salvarci - assicura - è una cosa questa che sento dentro, perché abbiamo sofferto tanto». Il riferimento è agli oltre 6 mila morti che hanno fatto di Bergamo una delle città più colpite dal Coronavirus.

Ora tocca all’Inter. L'Inter resta sola a difendere il tricolore italiano in Europa. Un onore ma anche un onere, perché lo Shakhtar Donetsk che i nerazzurri affronteranno lunedì nella semifinale di Europa League non sembra un ostacolo insormontabile e la prima finale nelle coppe dall'anno del Triplete è un obiettivo che Lukaku e compagni non possono ora farsi sfuggire. Lunedì mancherà Alexis Sanchez, con la speranza, seppur flebile, che il cileno possa rivedersi magari in caso di finale, anche se migliori valutazioni potranno essere fatte nei prossimi giorni. Ma il tecnico ha comunque le sue carte da giocarsi, non solo un Lukaku formato trascinatore ma anche una difesa tornata solida (un solo gol subito nelle ultime sei partite) e pure un Eriksen apparso molto più dentro le idee di gioco di Conte. Aspettando magari pure una rete di Lautaro Martinez, a secco da tre gare.

A caricare la squadra verso la semifinale dovrebbe arrivare in Germania anche il presidente Steven Zhang. Il figlio del patron, tornato in Italia nella serata di mercoledì dopo la lunga assenza dovuta all'emergenza Coronavirus, in questi giorni farà il punto sulla situazione in sede a Milano anche per quanto riguarda il mercato (si va verso il rinnovo del prestito per Biraghi in nerazzurro e Dalbert alla Fiorentina, mentre restano tra gli obiettivi Tonali ed Emerson Palmieri) e lo sviluppo della situazione stadio. Sperando intanto di ottenere, nel pieno rispetto di tutti i protocolli sanitari, il via libera per partire verso Dusseldorf nel weekend.

Un modo per stare vicino alla "sua" Inter in un momento importante della stagione, con il club nerazzurro a caccia di quello che sarebbe il primo trofeo dell'era Suning. Poi ci sarà tempo per il confronto con Conte, necessario dopo gli sfoghi del tecnico: la speranza di entrambe le parti resta però quella di sedersi al tavolo magari con la coppa in bella vista.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino