Il presidio
Sopra la panca resta il mister è la nuova filosofia delle big
Inter, Milan, Napoli, Roma, Lazio e Dea hanno confermato i vecchi tecnici. Oltre alla Juve cambiano solo Toro e Cagliari. In bilico resta solo Nicola al Genoa
Sopra la panca resta il vecchio mister. L’estate sembra aver portato consiglio ai presidenti di serie A, tanto che a prevalere è, finalmente, la parola programmazione. Allo stato attuale, infatti, sono tanti gli allenatori confermati, e quasi tutti quelli delle grandi e del nostro campionato, Juve a parte.
LE BIG
Tutte le big hanno confermato la fiducia ai mister, con l’eccezione della Juve: addio a Sarri, al suo posto Andrea Pirlo, alla prima esperienza da allenatore. Qualche dubbio lo ha avuto anche l’Inter, con Antonio Conte. A mettere sulla graticola l’ex ct azzurro, non tanto i risultati quanto alcune dichiarazioni nei confronti della società. Attacchi che non sono piaciuti né a Marotta, né al presidentissimo Steven Zhang. E se la situazione degenerasse? In rampa di lancio c’è Max Allegri, la cui ombra volteggia su tutte le panchine più importanti. Ben più convinte le conferme di Gattuso a Napoli, per lui parla la Coppa Italia portata a casa, di Gasperini all’Atalanta, e come poteva essere altrimenti, di Simone Inzaghi, che sta trattando il rinnovo con Lotito, alla Lazio, e di Paulo Fonseca alla Roma, nonostante la recente eliminazione dall’Europa League. La sorpresona è arrivata da casa Milan: tutto sembrava apparecchiato per l’esonero di Stefano Pioli, l’arrivo del “guru” tedesco Rangnick, invece lo straordinario finale di stagione dei rossoneri – dopo il lockdown ha fatto più punti di tutti – ha riconsegnato al tecnico di Parma la panchina del Diavolo.
I NUOVI
Ad oggi i cambi di panchina, oltre a quello bianconero, sono soltanto due, quelli di Cagliari e Torino. In terra sarda è arrivato il benservito a Walter Zenga, all’ennesima occasione sprecata della sua carriera. Sulla panchina rossoblu arriva per due milioni di euro l’anno, Eusebio Di Francesco, reduce dal flop alla Sampdoria. A lui il compito di traghettare i sardi nelle zone alte della classifica, in zona Europa League per intenderci, raggiunte nel girone di andata della scorsa stagione da “Rolly” Maran, poi esonerato. Cambia anche il Torino, forse la squadra che negli ultimi anni ha bruciato più allenatori: a Longo non è bastato centrare la salvezza per guadagnarsi la conferma. In granata arriva Marco Giampaolo, scottato dall’esperienza nella Milano rossonera. Il “Toro” rappresenta l’occasione del rilancio, riuscirà a coglierla?
IN BILICO
L’unica panchina in bilico è quella del Genoa; nonostante l’ottimo lavoro fatto, con lui in panchina il Grifone sarebbe nono in classifica, Davide Nicola, il cui contratto prevedeva il rinnovo automatico in caso di salvezza, sta per ricevere un inspiegabile benservito. Complice anche l’arrivo, nel ruolo di direttore sportivo, di Faggiano; è lui a caldeggiare l’arrivo di Vincenzo Italiano, profeta del calcio offensivo, protagonista di una ottima annata con lo Spezia, e apprezzato nella comune esperienza di Trapani.
LE ALTRE
Tutte conferme per le altre, comprese le matricole Benevento (Pippo Inzaghi) e Crotone (Giovanni Stroppa). Facce note si rivedranno sulle panchine di Udinese, dopo qualche tentennamento è arrivata la conferma di Gotti, Sassuolo, De Zerbi, Sampdoria, l’inossidabile Claudio Ranieri, Bologna, Sinisa Mihajlovic, Parma, D’Aversa, Verona, Juric, e Fiorentina. —
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