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Sarrivederci, arriva Pirlo Agnelli decide per l’azzardo La panchina all’ex regista
Clamoroso ribaltone in 12 ore: via il tecnico toscano che paga il ko europeo La scelta cade sull’ex centrocampista che doveva allenare la squadra Under 23
TORINO
Maurizio Sarri non è più l'allenatore della Juventus, al suo posto il club sceglie Andrea Pirlo. La svolta il giorno dopo l'eliminazione dalla Champions League, la società che ringrazia l'ex Napoli e Chelsea «per aver scritto una nuova pagina della storia bianconera con la vittoria del nono Scudetto consecutivo». E annuncia - a sorpresa - di avere scelto al suo posto l'ex centrocampista, già selezionato per guidare l'Under 23 e subito catapultato nel calcio che conta dopo aver vinto tutto da calciatore. Una scelta che «si basa sulla convinzione che Pirlo - sostiene la Juve - abbia le carte in regola per guidare, fin dal suo esordio sulla panchina, una rosa esperta e di talento per inseguire nuovi successi».
Il nono scudetto consecutivo, «coronamento di un percorso personale che lo ha portato a scalare tutte le categorie del calcio italiano», non è bastato a Sarri per continuare a sedersi sulla panchina bianconera. Perché come ha detto Andrea Agnelli dopo l'inutile vittoria con il Lione, gli obiettivi «devono essere onorati». E uscire in quel modo dalla Champions è quanto meno "deludente".
Il presidente bianconero si era preso qualche giorno «er riflettere e valutare la situazione», ma evidentemente non ne aveva bisogno. L'esonero, nell'aria all'ora di pranzo, è diventato ufficiale nel primo pomeriggio. Una decisione maturata dopo una notte di pensieri e l'incontro in mattinata alla Continassa con i dirigenti, tutti saldi al loro posto, a cominciare da Fabio Paratici. Indiscrezioni lo davano in uscita dopo Sarri, ma il club ha smentito le voci bollandole come infondate.
Era da nove anni che la Juventus non esonerava l'allenatore, l'ultima volta nel 2011 con Delneri dopo un deludentissimo settimo posto in campionato. L'eliminazione dalla Champions per opera del modesto Lione, evidentemente, ha fatto troppo male al club, con i tifosi che già dal fischio finale si erano scatenati sui social, l'ormai celebre hashtag '#SarriOut" a riempire Facebook e Twitter. Troppo poco, ai loro occhi, il nono scudetto consecutivo, per altro conquistato con un solo punto di vantaggio sull'odiata Inter; troppa la rabbia anche per le altre due grandi batoste di quest'anno, le finali perse di Supercoppa Italiana e di Coppa Italia contro Lazio e Napoli.
«Volevamo di più», ammette Paulo Dybala. E allora meglio salutarsi qui, senza andare oltre, per ripartire «con la voglia di vincere che questa società ha sempre avuto», come ha detto Agnelli ancora nella pancia dell'Allianz Stadium. «I tifosi ci chiedono di più, dobbiamo essere all'altezza delle più alte aspettative», tuona dopo una giornata di riflessione Cristiano Ronaldo. Il casting per il nuovo tecnico è durato poche ore. Al posto del navigato Sarri, una lunga trafila nelle serie minori prima di approdare in A, arriva un novellino alla sua prima esperienza da allenatore. Per lui parlano le vittorie da calciatore, quattro scudetti, una Coppa Italia e due Supercoppe nelle quattro stagioni alla Juventus e un feeling con i tifosi che anche dopo l'addio non è mai venuto meno. L'esatto opposto di quanto accaduto con Maurizio Sarri.
Soltanto due settimane fa, Pirlo veniva presentato come il nuovo allenatore dell'Under 23, ora prende il posto di Sarri sulla panchina della Juventus. Andrea Pirlo fa un doppio salto mortale e riprende dal club con cui nel 2015 aveva salutato il calcio italiano. Ed ora le parole di Andrea Agnelli - «vederlo sulla panchina della prima squadra? Mai dire mai» - suonano quasi come profetiche. Il neo tecnico bianconero, 41 anni, non ha mai allenato, ma i dirigenti bianconeri sono convinti abbia le carte in regola. Magari ripartendo dal gioco che con Sarri si è visto solo a sprazzi e, soprattutto, dal feeling con la piazza, che l'ex centrocampista ha sempre avuto. «La mia squadra dovrà dominare il gioco. Ho capito di voler fare l'allenatore dopo qualche settimana di corso. Per la Juve ho rifiutato offerte da A e Premier», ha detto Pirlo quando doveva allenare l'Under 23 e ancora non sapeva che sarebbe stato catapultato al comando di Ronaldo e compagni. Da Maestro a Mister, Pirlo ha firmato un biennale. A sopperire alla mancanza d'esperienza in panchina la carriera leggendaria da calciatore che lo ha portato a vincere tutto, compreso un Campionato del Mondo e quella Champions League che la Juve desidera da tempo. «Ho sempre le stesse grandi ambizioni di prima», diceva presentandosi da allenatore. —
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