Atletica, c’è il giro di vite Vietata la superscarpa che aumenta la spinta
ROMA
Non hanno i poteri degli stivali delle sette leghe, ma quelle scarpe della Nike con la soletta in fibra di carbonio prestazioni 'magiche' devono consentirle davvero se World Athletics, la federazione internazionale di atletica leggera, è intervenuta per stabilire lo spessore massimo delle suole che si potranno usare nelle gare su pista. Un "emendamento" che di fatto le mette al bando, pur senza citare il marchio americano. Fino ai 400 metri gli atleti potranno gareggiare con suole al massimo di 20 millimetri, dagli 800 in poi è autorizzata la suola fino a 25. L'altezza massima per le scarpe da strada (40 mm) rimane invariata. Nessun divieto esplicito, ma una "revisione delle regole" che esclude le Air Zoom Alphafly e le Vaporfly Next%, modelli di scarpa della Nike con le suole rialzate, dedicate alla corsa sulle lunghe distanze. Ora vietate dai 1.500 in poi, perché hanno una suola di 35 millimetri davanti e 39 dietro. «E' una scelta contraddittoria perché così rischiamo di avere due velocità, una in pista ed una in strada», sottolinea Antonio La Torre, direttore tecnico Fidal. Con quelle calzature, capaci di restituire in spinta l'energia accumulata in appoggio, il 12 ottobre 2019 il keniano Eliud Kipchoge ha infranto il muro delle due ore nella maratona. —
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