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Così belle, così diverse Il Diavolo e la Dea si divertono pareggiando
Gara intensa e godibile tra le due migliori squadre dalla ripresa A Calhanoglu risponde Zapata. Donnarumma para un rigore
MILANO
Non è un caso che Milan e Atalanta, il Diavolo e la Dea, sono le migliori squadre dalla ripartenza della stagione dopo il lungo stop. Non solo giocano un bel calcio, anche se molto diverso come concezione, ma corrono che è un piacere anche nell’afa del tardo luglio milanese. Pioli e Gasp lasciano libero sfogo alla creatività delle loro creature, e ne viene fuori una partita godibile, piena di emozioni e di belle giocate, mai banale. Un pareggio che lascia l’Atalanta in quota secondo posto e il Milan nella scia della Roma, quando mancano 180’ all’epilogo.
La partita è come ci si aspettava. Due squadre che stanno benissimo e quindi se la giocano a viso aperto. Al 14’ arriva lo strappo: Calhanoglu disegna la punizione perfetta, da sinistra, con un proiettile di collo pieno che si infila nel “sette” opposto, con qualche responsabilità di Gollini. Al 24’ clamorosa sciocchezza di Biglia, che scalcia Malinovsky a terra in piena area, dopo che l’atalantino aveva perso il pallone. La Var room richiama Doveri che concede il rigore: lo stesso Malinovsky si fa ipnotizzare da Donnarumma. Si vede anche Ibra che al 30’ vede una traccia impensabile per lanciare Calhanoglu, che scuote la traversa di destro, ma in fuorigioco.
Al 33’ arriva il pareggio: palla persa del solito Biglia, percussione di Freuler e palla che schizza verso Zapata, che di sinistro fredda Donnarumma. Il colombiano è un’irdaddio e fa impazzire Gabbia: Donnarumma deve stopparlo con una coraggiosa uscita. Caldo, umidità ma i ritmi sono sempre abbastanza alti, a riprova del grande lavoro atletico di Pioli e Gasperini. Entra Muriel ed è subito scossa per l’Atalanta: al 59’ perfetto cross per Gomez che gida di destro, palla fuori di niente. Pioli risponde con Leao e Bonaventura alle spalle di Ibra. Proprio Jack, uno dei tanti ex di questa partita, al 72’ scuote il palo con un destro radente dal limite. Finisce con un rigore negato a Ibra e Milan infuriato. Ma il pari è giusto. —
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