Il presidio
Il Milan gioca sulle nuvole Spettacolo e gol, Sinisa ko
I rossoneri si confermano in grande condizione, la fascia sinistra fa faville Rebic imprendibile, ma il vero show è a centrocampo: il Bologna non esiste
MILANO
Giù il cappello davanti a Stefano Pioli. Che durante la lunga pausa della stagione ha trasformato il Milan da crisalide a farfalla. Questa è una squadra che sta benissimo fisicamente, ha trovato la quadratura tattica e soprattutto gioca un calcio pieno di bollicine e sostanza, con un centrocampo debordante. Dalla ripresa, in 8 partite, il Milan ha segnato minimo due reti a partita. 56 punti, una lunghezza dalla Roma, il quinto posto nel mirino: troppa grazia. Pioli se ne andrà, perchè la proprietà ha già scelto Rangnick, ma in questo finale di stagione si sta levando tutte le sue meritate soddisfazioni. Dall’altra parte, una comparsa: il Bologna di Sinisa Mihajlovic non ci ha capito davvero niente: a parte il lampo di Tomiyasu, una prestazione sconcertante.
Il Milan individua il suo punto debole: la fascia sinistra. Rebic sale a prendere palla e Theo Hernandez affonda: proprio il francese al 7’ ha la palla giusta, Skorupski lo mura in uscita. E proprio da sinistra arriva il gol al 10’: Hernandez crossa, velo di Ibra e sinistro sporco del belga Saelemakers. Il Milan non segnava nei primi 15’ da sette mesi. Crepitano le occasioni: al 13’ Rebic per Calhanoglu, miracolo di Skorupski. Altra azioine a sinistra, e arriva il 2-0: cross di Theo, Skorupski sbaglia il rinvio, Calhanoglu deve solo prendere la mira e metterla dentro. Non c’è partita. Altro contropiede, come una lama nel burro, al 35’ con Kessie servito da Rebic che centra in pieno il palo. E il Bologna? Scena muta fino al 36’, quando Orsolini mette paura a Donnarumma con un cross radente. Il 2-1 di Tomiyasu arriva come un fulmine a ciel sereno: il difensore giapponese si sgancia e dal limite fa partire un sinistro perfetto all’incrocio dei pali. Al 49’ altra amnesia del Bologna, che lascia una voragine al centro dove si inserisce Bennacer, che ha il tempo di avanzare, prendere la mira e battere a rete col sinistro. Al 57’ arriva il poker di Rebic, con un movimento da bomber concluso da un sinistro incrociato. Fuori Ibra, che come al solito non la prende bene, e la mezz’ora finale è pura accademia con alcune palle-gol buttate via. C’è spazio anche per la prima volta di Lorenzo Colombo, ariete offensivo classe 2002 e per il pokerissimo di Calabria. —
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