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La lampadina Eriksen risveglia la coppia-gol
Primo tempo dominato dall’Inter con le invenzioni del danese e i gol della Lu-La. Poi la Samp si sveglia, ma non basta
MILANO
Sarà il silenzio che fa tanto Scandinavia, sarà il ruolo di rifinitore che lui gradisce particolarmente, ma i primi 10’ di Christian Eriksen allargano il cuore alla gente interista. Dopo 4’ ha già toccato il gol l’assist di Candreva ma è fuorigioco, poi scalda le mani ad Audero. E infine, dopo 10’, con un tocco felpato scova Lukaku solissimo davanti al portiere, con la difesa della Samp in vacanza: partita subito “stappata” per l’Inter, e peccato davvero che non ci sia la gente a San Siro.
Conte voleva proprio questo: una vittoria semplice, senza troppi orpelli, con relativo dispendio di energie. Soprattutto voleva tornare a quota periscopio, ovvero vedere Juventus e Lazio non molto lontano: ora l’Inter è a meno sei, e mancano 11 giornate, si può ancora fare. La squadra ha gamba, è viva anche se la difesa ancora una volta ha concesso qualcosina e la Samp ne ha approfittato per tornare in partita. L’impressione è di una squadra che ha lavorato tanto e bene nel corso del lungo stop della stagione, anche se la brillantezza è durata un’oira per poi calare logicamente. C’è un possesso palla preciso, mai fine a se stesso, un coinvolgimento sempre più puntuale degli esterni e due attaccanti che, pur evidentemente non al massimo della condizione, continuano a buttarla dentro (30 reti in coppia nella stagione). Ci vorrà continuità, ma la ripartenza ha portato più luci che ombre.
I blucerchiati, gol di Thorsby a parte, hanno regalato completamente il primo tempo: corre poco, e marca ancora meno. Candreva è un rebus irrisolvibile per Ranieri, fa cosa vuole: al 22’, innescato da un elegante filtrante di Lukaku, serve al bacio Lautaro che da due metri non può esimersi: 2-0, partita in ghiaccio, almeno così pare.
Ranieri nemmeno nell’intervallo riesce a dare motivazioni a una creatura, la sua, che sembra non esserci troppo con la testa. Così Eriksen, a ritmi bassi, inventa un Bolero dopo l’altro: al 48’ evita Audero e assiste ancora una volta Lukaku che questa volta si mangia un gol colossale. Ma subito dopo quello che non ti aspetti: su cross dalla sinistra colpo di testa di Colley perso da de Vrij, palo pieno e tap in vincente di Thorsby: c’è ancora vita sul pianeta blucerchiato, e la partita adesso si fa più equilibrata. Murru al 78’ fa ve nire i brividi ad Handanovic con un sinistro teso. Conte rimescola le fasce con Moses e Biraghi e sceglie Alexis Sanchez per un Lautaro Martinez tra luci e ombre.
Brividi nel finale: prima Leris scalda i guanti di Handanovic su punizione, poi Moses si mangia un paio di contropiedi. Esito giusto, ma con qualche patema di troppo. —
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