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BASKET: NBA 

Queste dieci stelle staranno a guardare Curry, Durant, Walker non vanno a Orlando

Queste dieci stelle staranno a guardare Curry, Durant, Walker non vanno a Orlando

Quanti big tra le otto franchigie “tagliate”per il fine stagione KD poteva esserci ma spiega: infortunio lungo e avevo il Covid

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L’Nba ha scelto: per riuscire a chiudere la stagione più strana della sua storia ha sacrificato otto squadre. Otto franchigie che hanno pagato a caro prezzo la “colpa” di un bilancio peggiore tra partite vinte e perse al momento dello stop per la pandemia.

Nella miliardaria bolla di Disneyworld, a Orlando, dal 31 luglio non ci saranno dunque Golden State Warriors, Minnesota Timberwolves, Charlotte Hornets, Chicago Bulls, New York Knicks, Detroit Pistons, Atlanta Hawks e Cleveland Cavaliers. Squadre che hanno fatto, anche di recenre, la storia del campionato professionistico americano . La stagione, purtroppo, finisce qui per almeno una decina di stelle che avrebbero potuto portare spettacolo in Florida, e di showtime sotto canestro non c’è mai stato bisogno come adesso. Ma tant’è: gli appassionati di tutto il mondo non potranno vedere all’opera Steph Curry, Klay Thompson e Dreymond Green di Golden State, Derrick Rose e Karl Anthony Towns di Minnesota, Kemba Walker di Charlotte, Blake Griffin di Detroit, Clint Capela, Vince Carter e Trae Young di Atlanta, Kevin Love e Matt Dellavedova di Cleveland: non proprio gli ultimi arrivati. Ma c’è un’altra superstar che a Orlando potrebbe giocare (con i Brooklyn Nets) ma non ci sarà: anche se la stagione Nba finirà molto più tardi del previsto, quindi entro il 12 ottobre, Kevin Durant non tornerà in campo preferendo continuare la riabilitazione dopo la rottura del tendine d'Achille riportata durante le finali giocate con Golden State dell'anno scorso.

Lo ha detto lui stesso, intervenendo nel corso di una trasmissione di Espn, deludendo le speranze dei tifosi dei Brooklyn Nets (suo attuale team) che speravano di vederlo in campo almeno per uno scorcio della stagione che, a Disney World, riprenderà il 31 luglio.

«La mia stagione, questa, è terminata prima di cominciare - ha detto Durant -. Per me è ancora presto per tornare in campo, preferisco continuare la riabilitazione e pensare già alla prossima.

Ora è meglio attendere, perché sento di non essere ancora pronto per giocare match così intensi come quelli della Nba».

Durant, dieci volte All Star e due volte campione Nba con i Golden State Warriors, ha anche confermato di essere stato lui uno dei quattro giocatori dei Nets risultati positivi al coronavirus, da cui è già guarito. Il club non aveva reso noti i nomi dei cestisti con il Covid-19.

«Quando me l'hanno detto, sono rimasto sorpreso - ha detto KD -, poi ho cercato di saperne di più. E più cose apprendevo e più mi tranquillizzavo. La curiosità era capire come me l'ero preso e come combatterlo».

Non poteva mancare un commento ai fatti di Minneapolis e alla morte di George Floyd.

«Ho visto l'amore e la solidarietà che abbiamo come comunità nera - l'opinione della superstar di Brooklyn -, che si mantiene sempre unita nelle tragedie. Ne sono orgoglioso perché stiamo lottando per qualcosa in cui crediamo fortemente. Ora vorrei che i quattro poliziotti venissero giudicati come fossero persone normali». —

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