Il Tirreno

Sport

L’autoretrocessione ora è uno spettro che spaventa il popolo biancorosso

Elisa Pacini
Una immagine degli spalti del PalaCarrara con i tifosi biancorossi
◗
Una immagine degli spalti del PalaCarrara con i tifosi biancorossi

A Pistoia cresce la preoccupazione per la società di pallacanestro: «Come lasciare la fidanzata perché non ci sente all’altezza». Ma c’è anche chi non demorde: «Mi fido della dirigenza» 

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «L'autoretrocessione in Legadue? È come avere una bella ragazza e poi lasciarla, perché non ci si sente all'altezza». Giacomo Vettori, baskettaro della prima ora, ci mette un po' di goliardia toscana per descrivere il suo stato d'animo, tra il preoccupato e il disorientato, di fronte all'incertezza paventata dai dirigenti del Pistoia Basket sull'iscrizione in A1.

Tirarsi indietro, pur avendo diritto di partecipare al gran ballo della massima serie (tra l'altro conquistato dalla squadra di Carrea sul campo anche prima del congelamento delle classifiche) è una prospettiva che non entusiasma nessuno tra i tifosi che abbiamo ascoltato. Né i più arrabbiati, né i più comprensivi con le difficoltà paventate dalla società.

Ma la vera paura è un'altra. Ancora scottati dalla primavera del 1999, quando la retrocessione sul campo dell'allora Olimpia portò alla cessione del titolo e alla fine delle trasmissioni sul fronte basket, il terrore è che il pallone possa smettere di rimbalzare ancora. Totalmente. A fronte di una scomparsa, ecco che l'autoretrocessione diventa il “male minore”, da provare però ad evitare in tutti i modi. E i tifosi sono pronti a fare la loro parte, anche se il tempo improvvisamente stringe.

Vettori ha lanciato sulla pagina Facebook di “Pistoia Loves Basket”, progetto amarcord alla base di due bellissimi dvd sulla storia della pallacanestro pistoiese, mille idee. Azionariato popolare, abbonamenti a scatola chiusa (come veicolato anche dalla Baraonda...) per portare il proprio mattone alla società, a cui avrebbe diverse domande da fare però. «Sono molto preoccupato da questo silenzio – dice Vettori – che la situazione sia grave economicamente per tutti lo sappiamo. Ma paghiamo la mancanza di programmazione, in passato abbiamo buttato via grandi occasioni a livello di immagine che ci potevano portare a prevenire questa situazione di cui da anni sentiamo parlare. Abbiamo fatto i playoff con Milano, siamo stati primi in classifica con Esposito: eravamo appetibili, è stato criminale non farsi belli agli occhi degli altri lì».

Un riferimento all'annosa questione sponsor, da anni, nervo scoperto del Pistoia Basket. E il nuovo corso del marketing non ha portato grosse novità, visti i ripetuti interventi del club anche pre-Covid sull'incertezza economica. Certo non così importante come sembra adesso, coi mancati introiti della stagione e la prospettiva di un nuovo inizio ancora a porte chiuse. «Cosa vorrebbe dire autoretrocedersi in Legadue? – continua Vettori – sarebbe il male minore, l'incertezza è tanta sul futuro in generale. Vorrei capire come mai noi si parla di autoretrocessione e altre società pur fragili, non l'hanno presa in considerazione. E con che programmi si va in Legadue?».

Oltre che tifoso biancorosso, Davide Torracchi, è il coach del Blu Volley Quarrata in B1. Sa che lo sport in generale sta navigando nel buio, ma invita a non disperare confidando negli aiuti federali e nell'abilità manageriale del Pistoia Basket. «Mi fido della dirigenza biancorossa – dice Torracchi – in questi anni hanno fatto molto con poco capitale. Certo la preoccupazione c'è, sportivamente mi piacerebbe che si mantenesse il titolo di A1 perché ci ricordiamo tutti il dolore del 1999. Io sarei contento, anche con una squadra da battaglia, di giovani come era quest'anno. Carrea è stato bravo a calarsi in questo contesto e penso che non avrebbe problemi a percorrere questa strada per poi lottarsi la salvezza sul campo».

«Dopo quello che si è passato nel '99 – dice anche Silvia Baroncelli –ripartire dalla Legadue non sarebbe una catastrofe. L'importante è dare continuità. Anche se io sono dell'idea che è meglio essere penultimi in A1 che primi in Legadue». —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web