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Il doppio pullman, niente foto di squadra e sala Var “deserta”: ecco il calcio che verrà
Niente più bambini ad accompagnare in campo i giocatori. Massimo 300 persone allo stadio, con gel e mascherine
Come torneranno a giocare, probabilmente il 13 giugno, le nostre squadre di serie A? Che cosa cambierà sul campo, nello spogliatoio, in sala Var? Chi sarà ammesso in tribuna? Il protocollo inviato domenica al ministro dello sport dal governo del calcio modificherà radicalmente il modo di vivere e fruire il pallone, e sarà il documento sul quale Spadafora dovrà dare o meno il via libera alla sospirata ripartenza del massimo campionato. Vediamone i punti principali.
1 DOPPIO PULLMAN
E’ stato fissato in trecento il numero massimo di persone ammesse negli stadi, giocatori e tecnici compres, sulla falsariga di quanto sta avvenendo nella Bundesliga.. Per tutti è prevista la misurazione della temperatura con lo scanner e ci dovrebbe essere anche l’obbligo di firma su un’autocertificazione nella quale si dhchiara di non avere “incontrato” il virus. Ogni squadra avrà a disposizione due pullman per le trasferte, per evitare gruppi troppo numerosi.
2 NO BAMBINI
Niente conferenzde stampa a fine partita, ma solo dichiarazionicon video e auricolari monouso. No alle strette di mano e agli abbracci, uscite diverse dallo spogliatoio e niente bambini-mascotte in campo. Vietate anche le tradizionali foto di squadra.
3 VAR RIDOTTA
Una consistente parte del protocollo è dedicato agli arbitri. I quali devono arrivare con mezzi propri e avranno lo spogliatoio già sanificato. Nella saletta riservata alla Var diminuiscono le presenze degli operatori: saranno soltanto due gli operatori, e per questo la raccomandazione agli arbitri è di aumentare la frequenza di uso degli auricolari. Grande attenzione anche alle norme che riguardano gli operatori delle televisioni a bordo campo: telecamere maggiormente distanziate, mascherine, guanti e gel obbligatori.
4 I TEST
Per quanto riguarda i test per accertare la negavità al coronavirus per tutti i giocatori, tecnici, assistenti delle squadre il protocollo conferma il vincolo secondo il quale l'approvvigionamento dei kit diagnostici da parte delle società «non dovrà minimamente impattare sulla disponibilità dei reagenti, da dedicarsi in maniera assoluta ai bisogni sanitari del Paese». Questo era uno dei punti più discussi dell’intero protocollo, che ha fatto discutere molto i club e i medici.
5 300 ALLO STADIO
Trecento persone al massimo dentro gli stadi, si è detto. E le le nee guida riservano estrema attenzione alle norme di comportamento, che dovranno essere dettate dal buon senso. I calciatori non potranno restare più del necessario negli spogliatoi, come soffermarsi in «conversazioni in privato» specialmente in spazi chiusi. Le vasche idromassaggio andranno svuotate, sarà vietato ai giocatori toccare le pulsantiere degli ascensori ed è raccomandata frequente igienizzazione delle mani.
6 LA QUARANTENA
Nel caso in cui venisse rilevato un caso di positività come ci si dovrebbe comportare? Se il quadro sanitario generale in Italia dovesse tornare allarmante, saranno adottate misure più drastiche (come ad esempio la quarantena per l'intero gruppo squadra). Se invece l'andamento dei contagi sarà sotto controllo, è facile immaginare l'adozione di un modello "alla tedesca" con la sola persona contagiata messa in quarantena e il gruppo verificato con frequenti tamponi. —
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