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Bertocchi: «Il nostro sport non può ripartire senza direttive precise»

Niccolò Tempestini
Fabrizio Bertocchi, presidente Gispi Rugby Prato
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Fabrizio Bertocchi, presidente Gispi Rugby Prato

Il presidente del Gispi Rugby Prato

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PRATO

Nel mondo dello sport la lunga fase decisionale pro riaperture non è ancora terminata. L’ultimo decreto legge ha chiarito la possibilità di tornare a praticare sport anche in ambienti chiusi come palestre ed aperti come gli impianti sportivi, un’ottima notizia dopo quasi 70 giorni di lockdown che lascia però apparentemente impreparate le società sportive. Sono poche infatti le certezze e le risposte che possono dare le singole società ed i loro rappresentanti ai propri tesserati perché per ciascuno sport la federazione di riferimento dovrà condividere il protocollo di sicurezza a cui regolarsi, protocollo in via di definizione in questi giorni. Tra gli sport più in ansia per il proprio riavvio c’è sicuramente il rugby che non può evidentemente giocare su un’interpretazione borderline del concetto di contatto come altre discipline tipo il calcio e il basket. La federazione italiana rugby, che per prima aveva ufficializzato la definitiva conclusione della stagione sportiva il 27 marzo, si trova adesso a dover chiarire il decreto ed a proporre le misure di prevenzione specifiche adatte alla ripresa della pratica sportiva, un compito non facile soprattutto perché urge in tempi brevissimi un protocollo da far seguire alle società se la ripresa delle attività dista solo sei giorni. «Siamo in attesa di linee guida certe da parte delle Federazione – spiega Fabrizio Bertocchi, presidente del Gispi rugby Prato che vanta oltre 400 tesserati – il Gispi è una società che da oltre trent’anni condivide, promuove e veicola i valori del rugby prima di tutto verso i bambini, sono loro il nostro futuro e abbiamo sempre avuto come mission formare ottimi uomini e non solo atleti. In questo momento garantire la sicurezza e la salute dei più piccoli è la cosa più importante, al momento e nelle modalità indicate riprenderemo l’attività, non scordiamoci che è in corso una pandemia mondiale». La ripartenza potrebbe slittare di qualche giorno per permettere la messa in sicurezza degli impianti e l’organizzazione dello staff in base alle disposizioni. «Garantire le misure necessarie per la non diffusione del virus – continua Bertocchi – è il primo passaggio per tornare all’attività, nel frattempo lo staff tecnico sta riorganizzando il lavoro ludico per i bambini, su questo aspetto, grazie ai tre campi che abbiamo negli impianti di Coiano e della Castellina, siamo tranquilli di riuscire a fornire un’ottima ed adeguata proposta». In attesa delle indicazioni definitive e dei tempi di riavvio cresce anche un generale ottimismo nel presidente Fabrizio Bertocchi: «Siamo felici di vedere l’inizio della ripresa, non vediamo l’ora di riavviare l’attività. Credo che questa resterà una stagione sui generis anche come termini temporali, spero infatti che possa continuare fino a metà luglio, al contrario degli anni precedenti in cui terminava a giugno, per poter recuperare un po’ di attività e socialità con i nostri tesserati». —

Niccolò Tempestini

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