Il Tirreno

Sport

basket  

Capecchi: «Speriamo di confermare la serie A, per ora ci sono solo tanti dubbi da sciogliere»

Elisa Pacini
Culpepper nella sua unica partita giocata con l'OriOra Pistoia
◗
Culpepper nella sua unica partita giocata con l'OriOra Pistoia

Il presidente dell’OriOra Pistoia non nasconde il momento delicato e difficile per la società in ottica prossima stagione

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Massimo Capecchi lo definisce “input alla ripartenza”, il segnale dato venerdì nell’assemblea di Legabasket con la bozza di come sarà il prossimo campionato deliberata dai club. Ma, realisticamente, il presidente del Pistoia Basket evidenzia che le incognite sono tante. A livello generale (sicurezza nei palazzetti, scenario porte chiuse, sciagurato per chi si regge anche sugli incassi) e specifico. Visto che alla domanda “Pistoia farà la serie A1? ”, consapevoli del portafoglio storicamente risicato di un club non ricco ma ingegnoso, che cerca di ripianare un debito pregresso, Capecchi risponde senza nascondersi. «Stiamo lavorando per dare un futuro alla società, sperando di poter confermare l’A1». Parole dette non certo a cuor leggero dal presidente dell’OriOra che sceglie la via della chiarezza. Viene in mente un popolare ritornello, “fischia il vento, urla la bufera, scarpe rotte, eppur bisogna andare”, inno alla Resistenza con la erre maiuscola. Quella “resistenza” sportiva cara a coach Carrea, che finché si è giocato ha incitato così i suoi “debuttanti” alla battaglia. Quella dei conti, messi ancor più a dura prova dal sacrosanto stop del campionato per l’emergenza sanitaria, per cui si lavora sodo nelle stanze dei bottoni.

Presidente, come legge le decisioni dell’Assemblea di Lega con tanto di calendario e regolamento per la ripartenza?

«Come voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo, come input alla ripartenza ma le cose andranno vagliate passo passo e le incognite sono tante. C’è molto da fare perché il progetto possa esser messo in pratica: c’è da definire le regole degli ingaggi, le regole per la sicurezza dei palazzetti che non sappiamo ancora quando potremo riaprire, capire quando potremo giocare a porte aperte. Tutte queste incognite, ne comportano altre sui budget delle società che sono tutti da definire. Dire che si è risolto tutto è sbagliato».

Cosa deve succedere perché le idee possano diventare realtà?

«Stiamo aspettando risposte sul versante degli aiuti allo sport, sia a livello governativo e poi federali. Al momento di aiuti allo sport non se ne sono visti. Il Governo aveva certamente altre urgenze ma anche il mondo dello sport, e non solo il calcio che ha un impatto mediatico superiore, ha tanti problemi».

C’è chi ha già detto che si iscriverà al campionato, chi non ha nascosto difficoltà di sostenibilità economica. Come sta lavorando Pistoia?

«Stiamo lavorando per dare un futuro alla società, sperando di poter confermare la serie A1. In questo momento è tutto quello che mi sento di dire, faremo dei consigli di amministrazione per capire come muoverci».

I contatti con i soci e con i maggiori sponsor non saranno mancati durante il lockdown, qual è l’atmosfera?

«I contatti ci sono stati ma sono stati momenti in cui, come si può immaginare, a livello aziendale tutti sono stati assorbiti. Ognuno ha avuto le sue problematiche».

Le date delineate sono incredibilmente vicine, visto che si è optato per il via alla fine di settembre. Se si ripartisse a porte chiuse, come sembra probabile, cosa vorrebbe dire per Pistoia?

«Gli incassi per noi sono molto importanti in chiave budget ma in questo non siamo soli. Ci dovremo inventare qualcosa in termini di visibilità, anche per gli sponsor sfruttando la piattaforma tv magari».

Quali sono le priorità per il Pistoia Basket?

«Riuscire a reperire risorse e nello stesso tempo pianificare il non pianificabile. Parleremo con i soci e gli sponsor principali per capire come può essere quella che per noi è una ripartenza assoluta. È una cosa da fare estremamente impegnativa in tempi ragionevolmente brevi».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera