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Ragazzo, ma mica troppo Cento gran premi alle spalle Modesto, serio e... social
Alle spalle il talento spagnolo ha un centinaio di Gran premi e non sono certamente pochi per farsi le ossa. Cominciò nel 2015 alla Toro Rosso accanto a Max Verstappen, e se ha resistito all’irrequietezza dell’olandese è evidentemente perché ha spalle larghe e cervello. Ha sempre ben figurato nonostante la concorrenza interna particolarmente agguerrita. Dopo Verstappen ha avuto infatti Nico Hulkenberg alla Renault e Lando Norris alla McLaren. Con quest’ultimo team ha messo in vetrina affidabilità e capacità di ottenere il massimo possibile da una vettura non certo appartenente alla prima fascia di competitività.
Il sangue è sicuramente dalla parte di Sainz. Non ci scordiamo infatti chi è il padre, Carlos senior, una vera e propria leggenda in Spagna: due volte campione del mondo di rally (1990 e 1992 con la Toyota) e vincitore di ben tre Parigi-Dakar, la corsa più massacrante al mondo. La sua presenza nel paddock al fianco del figlio è sempre stata molto discreta. Mai invadente ma comunque decisivo per la crescita e il futuro di Carlos junior. Se il neo ferrarista non ha troppi grilli per la testa è senz’altro merito del padre, un vero gentleman del volante.
La Ferrari, però, porta alle stelle ma può anche essere il luogo in cui “bruciarsi” irrimediabilmente. Carlos junior deve rimanere se stesso: per ora è un ragazzo tutto motori, sport e famiglia: pratica il ciclismo, la boxe, il surf, il calcio ed è tifosissimo del Real Madrid. Ama molto anche i social (ha oltre 1,3 milioni di followers su Instagram) e i videogiochi. In Formula uno si ispira al suo connazionale Fernando Alonso. —
C.M.
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