Il Tirreno

Sport

la protesta degli ultras 

Il tifo organizzato dice no «Non è tempo di giocare»

2 MINUTI DI LETTURA





ROMA

L'Internazionale del tifo organizzato. Oltre 300 gruppi ultras provenienti da tutta Europa firmano un documento per chiedere lo stop ai campionati. Le tifoserie di Juventus, Napoli, Atalanta ma anche Brescia e Bologna, fino a quelle di Spagna, Germania, Portogallo, si uniscono e sottoscrivono un comunicato dal titolo: «Stop football, no football without fans», sottolineando quanto la salute pubblica debba essere il primo obiettivo per tutti e soprattutto che il calcio, senza tifosi, non è calcio. Dopo gli striscioni di protesta apparsi davanti agli stadi di Torino, Roma, Genova e Bergamo, gli ultras prendono posizione con un documento scritto nero su bianco e condiviso da gran parte dei tifosi europei. La ripresa dei campionati a porte chiuse è un'ipotesi inaccettabile per gli ultras che accusano: «A scendere in campo sarebbero solo ed esclusivamente gli interessi economici e questo viene confermato dal fatto che il campionato dovrebbe ripartire a porte chiuse, senza il cuore pulsante di questo sport popolare: i tifosi. Oggi il calcio è considerato più come "un'industria" che come uno sport; dove le pay tv tengono sotto scacco le società». Contraria alla ripartenza anche la Curva Nord dell'Inter. «È il momento del lutto e del silenzio. O almeno così dovrebbe essere. Milano piange i suoi morti. La Lombardia e l'Italia intera sono in ginocchio e la vita è segnata da un presente devastante e da un futuro incerto. Il calcio va messo da parte». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web