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Tammaro: «Questa Pistoiese poteva fare un gran finale»
L’allenatore in seconda della squadra arancione elogia la preparazione di Pancaro col quale collabora dal 2013 quando accettò l’invito e lasciò i giovani del Napoli
PISTOIA. Fido braccio destro di mister Giuseppe Pancaro e infaticabile uomo di campo, Vito Tammaro è stato uno degli elementi di forza di questa Pistoiese. Abituato al lavoro silenzioso ma concreto, il vice allenatore della Pistoiese ha fatto un grandissimo lavoro all’interno della squadra, riuscendo a farsi apprezzare da tutti. A Pistoia è arrivato seguendo il mister, con cui da anni forma un tandem affiatato. «Pancaro -ha raccontato Tammaro parlando del suo rapporto con l’allenatore durante la puntata del weekend del salotto di Pistoiasport.com- è una persona sincera, schietta, di cuore e generosa. Dal punto di vista professionale ti rendi conto del perché abbia fatto anche una grande carriera da giocatore: non lascia niente al caso, si informa, si aggiorna, è uno stakanovista. E poi con una preparazione superiore a questa categoria». L’amicizia tra i due risale al 2013, ed è lo stesso mister partenopeo a raccontare come i due si siano conosciuti e come poi abbiano iniziato a lavorare insieme: «Anni fa ho lavorato a Monza, dove ho conosciuto il preparatore atletico Ruben Scotti, con cui sono rimasto amico. Nel 2012 era al Modena, dove Pancaro faceva il secondo, la squadra andò in ritiro ad Ischia e io andai a trovarli, in quella occasione conobbi il mister ma poi ci perdemmo di vista per alcuni anni. Fu ancora Ruben Scotti che mi mise in contatto con Pancaro quando firmò a Catania perché cercava un vice. Ci sentimmo e con una chiaccherata abbiamo cominciato la nostra collaborazione, perché dopo un’ora mi richiamò chiedendomi se volevo lavorare con lui e io in quel caso dissi di no al settore giovanile del Napoli per seguirlo». La loro grande intesa in questa stagione a Pistoia si è allargata con tutto lo staff, capace di lavorare bene insieme, viaggiando sempre sulla stessa lunghezza d’onda. «Siamo stati fortunati a ritrovarci insieme come staff -ha confermato Tammaro- Riuscire a trovare professionisti validi e uomini seri che sappiano fare il proprio lavoro e comportarsi come si deve non è facile. Dal capitano al ragazzo della Berretti sono stati tutti encomiabili. Il fatto di essere convinti di raggiungere un obiettivo ci ha aiutato tanto soprattutto nella prima parte di stagione: penso di non ricordare un allenamento dove i ragazzi abbiano abbassato la guardia o siano stati superficiali». L’amarezza più grande resta quella di non poter vedere la fine di questa stagione e dove la Pistoiese sarebbe potuta arrivare. A riguardo però il vice Vito Tammaro ha un’idea precisa, basata sul lavoro settimanale e sulla crescita della squadra. «Il rammarico è stato quello di non continuare la stagione fino alla fine, perché avevamo sensazioni positive a riguardo. Dalla partita con l’Arezzo in poi stavamo esprimendo un gioco importante dal punto di vista tecnico e tattico. E poi avremmo recuperato quei giocatori che durante la stagione avevamo avuto poco come Falcone, Stijepovic e Cappelluzzo, oltre a qualche giovane che avrebbe iniziato a giocare con più continuità. Ci sarebbero state tante partite e vista la rosa giovane con le gare ravvicinate del finale avremmo potuto avere un vantaggio». Un vero peccato, perché la sensazione di tutti era quella che il meglio dovesse ancora venire . —
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