Italia
Maldini in tackle: Rangnick impari l’educazione
«Pieni poteri gestionali? Così invade le zone dove lavorano dei professionisti, prima che l’italiano studi il rispetto»
MILANO
In tackle duro, come quando rubava il tempo agli avversari con le sue celebri scivolate. Paolo Maldini si scaglia contro le "invasioni di campo" di Ralf Rangnick e lo invita «piuttosto che imparare l'italiano a ripassare "il concetto del rispetto» per chi sta cercando di portare a termine la stagione «in modo professionale» e «anteponendo il bene del club all'orgoglio». Al direttore tecnico rossonero non vanno giù i continui riferimenti al Milan da parte del manager tedesco, il prescelto di Gazidis per preparare l'ennesima rivoluzione. La richiesta di pieni poteri gestionali dell'attuale responsabile delle squadre di proprietà della Red Bull come condizione necessaria per accettare un incarico è incompatibile con la figura di Maldini che non accetterà un ruolo depotenziato e per cui, quindi, appare ormai scontato un distacco a fine anno dopo essere rimasto in primavera - seppur privato dell'amico Boban - per non lasciare la squadra in balia della tempesta. Difficile ipotizzare un divorzio traumatico come quello con il croato, licenziato per giusta causa proprio a causa di una intervista dai toni decisi non concordata. Maldini, in questo caso, ha rispettato le procedure e avvertito in anticipo Gazidis delle proprie intenzioni, senza però svelarne il contenuto. Il dossier Rangnick è però diventato un vero pasticcio e le ripetute esternazioni del tedesco non sono certo passate inosservate nemmeno tra i vertici societari. Appaiono quasi un uso strumentale della stampa tedesca per forzare la mano alla proprietà del Milan, quasi per imporle di fare l'ultimo grande passo. Di Maldini stupisce la frase «non capisco su quali basi vertano le sue dichiarazioni, dalla proprietà non mi è mai stato detto nulla»: Gazidis, parlando negli spogliatoi di San Siro con i giocatori alla vigilia della gara contro il Genoa, aveva evidenziato la stima per Pioli ma ammesso i contatti con Rangnick e ricordato che Maldini e Boban ad ottobre si erano rifiutati di incontrarlo. Rangnick è quindi un serio candidato alla panchina del Milan da molto tempo. Non è nemmeno la prima volta che Maldini punta di petto il tedesco: «Non è un profilo adatto», aveva già sentenziato a febbraio. Oggi il j'accuse ha toni un pò più personali: «Parlando di un ruolo con pieni poteri gestionali sia dell'area sportiva che di quella tecnica invade delle zone nelle quali lavorano dei professionisti con regolare contratto. Avrei dunque un consiglio per lui: prima di imparare l'italiano dovrebbe dare una ripassata ai concetti generali del rispetto, essendoci dei colleghi che stanno cercando di finire la stagione in modo molto professionale, anteponendo il bene del Milan al proprio orgoglio». In sintesi: o io, o lui. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
