Il Tirreno

Sport

rugby prato 

Bardi: «Le persone normali sono i nuovi protagonisti»

Niccolò Tempestini
Valerio Bardi responsbaile della comunicazione del Gispi Rugby e dei Cavalieri Prato Sesto
◗
Valerio Bardi responsbaile della comunicazione del Gispi Rugby e dei Cavalieri Prato Sesto

Il referente per la comunicazione di Gispi e Cavalieri Union Prato Sesto parla dell’importanza dei contenuti che è stato necessario inventare per l’emergenza coronavirus

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Valerio Bardi, trentaquattrenne pratese ex giocatore di rugby, è il referente per la comunicazione di Gispi rugby Prato e Cavalieri Union Prato Sesto, si occupa di seguire, documentare e raccontare le vicende sportive e sociali dei due club e nessuno più di lui può descrivere come il coronavirus abbia cambiato il palinsesto comunicativo sportivo. «Comunicare lo sport ai tempi del covid19 è stata ed è ancora oggi una sfida. Il flusso d’informazione sportiva, - racconta Bardi - vive di un calendario editoriale scandito dalle partite. Il nuovo scenario ha costretto gli addetti ai lavori a ridisegnare i palinsesti. Oggi è possibile attingere a un capitale di attenzione che durante la stagione agonistica non c'è. Questo significa disporre di uno spazio maggiore per raccontare le storie delle persone "normali" che rappresentano l'architrave del nostro sport, così come è diventato più interessante dare voce a quelle figure professionali che durante la stagione regolare non hanno i riflettori puntati sulla loro preziosa attività. Mi riferisco a medici, fisioterapisti, preparatori ecc».

Bardi ha trascorsi rugbistici come giocatore amatoriale, è stato educatore del Gispi e manager dell’Accademia Federale di Prato per due stagioni, un’esperienza che non ha voluto continuare preferendo dedicarsi alla sua passione, la scrittura, e la comunicazione.

Che contenuti ti sei trovato a produrre per comunicare con i tanti rugbisti rimasti senza campo?

«Due mesi fa mi sono trovato spiazzato. Il rugby locale entrava nella stagione più ricca di eventi – spiega Valerio Bardi - e nel giro di pochi giorni sono passato da una pianificazione conosciuta e consolidata ad un'altra contraddistinta dall'incertezza. Era necessario reinventare i messaggi da veicolare sia all'esterno che all'interno del club. Dunque il primo obiettivo è stato quello di dare informazioni utili, attraverso video, articoli e comunicati, privilegiando all'inizio un tono più istituzionale al fine di invitare il mondo del rugby locale a dotarsi di forte senso civico. All'interno di Gispi e Cavalieri Union si è creato un sistema di produzione dei contenuti molto creativo che ha visto come attori principali gli allenatori e gli specialisti tecnici. Con pochi e rapidi accorgimenti si sono trasformarti in ottimi comunicatori per la loro ricca platea di atleti».

Che ritorno ha avuto questa attività e ti aspettavi tali risultati?

«I nostri seguaci hanno risposto presente – sentenzia soddisfatto Bardi - Non ho mai cercato di dare informazioni orientate al like, piuttosto ci tengo che il club veicoli messaggi giusti ed esaustivi. Il mio primo obiettivo è valorizzare un movimento sportivo come il nostro che è numeroso e ricco di eccellenze, ma a volte si scorda di esserlo. La quarantena da coronavirus comunque ha risvegliato un buon numero di reporter spontanei che non credevo così attenti alle strategie digitali».

A questo percorso comunicativo condizionato dal virus cosa seguirà?

«Immagino uno scenario futuro in cui i 'prosumer', ovvero quegli utenti che non si limitano a consumare passivamente prodotti di comunicazione, ma ne diventano produttori in prima persona, diventeranno sempre più influenti. Nonostante i profili professionali abili a gestire le risorse del web oggi siano più strategici che mai, meno risorse economiche probabilmente costringeranno lo sport di base a fare scelte dolorose in termini di promozione e sviluppo. Quindi anche in termini di comunicazione».

E come ripartirà il rugby dopo questa pandemia?

«La classifica del rischio trasmissione stilata dal Coni mette il rugby in primissima fila, fra gli sport da bollino rosso e non potrebbe essere altrimenti. L'incertezza sui tempi di fermo - continua Bardi - imporrà un ripensamento molto forte su un sistema traballante di semi professionismo che già arrancava prima del covid. Per primo il Top 12, a ruota tutte le serie minori che vedranno il budget composto per larga parte dal sostegno degli sponsor ritoccato al ribasso. Il rugby dei rugbisti sarà la via. Quello delle persone armate di passione viscerale che si sono sempre rimboccate le maniche per portare avanti il movimento dell’ovale nonostante le difficoltà e la scarsità di risorse».

Hai criticato la Federugby per la lentezza nel dare indicazioni surante l’epidemia.

«Ho scritto un articolo che in sostanza chiede alla Federazione di entrare a pieno titolo fra quelle realtà che hanno composto la cosiddetta "solidarietà digitale". Ho avuto l'impressione che la proposta della Fir fosse un po' carente nel segmento della formazione. Proprio adesso che allenatori, dirigenti, giocatori dispongono di molto tempo, si rende necessario accorciare la distanza fra il vertice e la base». —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera