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Galardi, senza piscina, ne approfitta per laurearsi in Chimica
La giocatrice di pallanuoto pratese non è ancora riuscita ad alleanrsi in piscina così come l'altra pratese azzurra, Chiara Tabani, perché l'impianto è ancora chiuso
PRATO. Il via per gli sport come il nuoto e il tennis degli atleti di interesse nazionale ha visto scendere in vasca e in campo i primi atleti.
Ma non è così per la pallanuoto femminile. Entrambe le due atlete pratesi del setterosa, Chiara Tabani e Giuditta Galardi che sono in forza alla Sis Roma, non possono allenarsi visto che le piscine sono chiuse.
«Speravamo di poter ricominciare ad allenarci ma sostanzialmente sono aperte solo le strutture olimpiche, i centri federali, dove si allenano i nuotatori – spiega Chiara Tabani – comunque non c’è problema anche perché il campionato è stato congelato e riprenderà dal prossimo ottobre e anche i ritiri della nazionale dovranno seguire le regole imposte dall’emergenza corona virus. Intanto vado in bici e vado a correre anche se faccio un po’di fatica senza l’acqua che mi aiuta». Tra l’altro Giuditta e Chiara che abitano a due km di distanza si sono inventate in questi giorni anche pasticcere e hanno fatto un contest «Insieme facciamo pizze, focacce genovesi, ciambelle e dolci – dice Giuditta Galardi – sono diventate la specialità di entrambe. Oltre a questo ci dedichiamo anche ad aiutare chi ha bisogno, facendo volontariato alla Protezione Civile di Prato. Un’occasione per partecipare direttamente alla lotta contro il virus e di passare anche qualche ora insieme, magari discutendo non tanto di tattiche di gioco quanto piuttosto del modo per migliorare le nostre performance fra i fornelli».
Nel frattempo hai raggiunto qualcosa di importante?
«Sono riuscita a mettere a frutto questo periodo di stop accelerando gli studi – dice Giuditta Galardi – e dopo aver dato gli ultimi esami a tempo di record ho discusso da casa la tesi di laurea in Chimica ed è stata una bella soddisfazione poter concludere il percorso di studi. Ora sarebbe bello ritornare a giocare e allenarsi». Per ora le piscine pratesi rimangono chiuse perché mancano risposte certe sulle varie problematiche all’interno degli impianti. «È così ci sono troppi problemi irrisolti dagli spogliatoi – spiega il presidente del Cgfcs Gabriele Grifasi che gestisce le piscine della città laniera – lo spazio ritenuto necessario è di 5 metri quadri per persona, ma l’intenzione, almeno nella prima fase, è quello di far entrare una persona per volta anche per le difficoltà di sanificare gli ambienti e le docce. Inoltre ci sono tante altre situazioni legate all’assembramento in certe aree, la distanza delle corsie. Insieme alle società del nostro territorio abbiamo deciso, per ora di aspettare, almeno fino al 18 maggio, per capire poi come muoverci in sicurezza. L’idea è quella di poter organizzare almeno i centri estivi ma anche qui bisogna capire i protocolli da seguire. Intanto abbiamo anticipato la cassa integrazione ai nostri 55 dipendenti in attesa di poter riprendere l’attività anche se ritengo che la precauzione deve essere massima». –
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