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L’idea? Una super serie B a quaranta squadre

L’idea? Una super serie B a quaranta squadre

Due gironi da 20, la C può diventare un torneo semiprofessionistico a costi sostenibili. Le toscane sarebbero tutte dentro?

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Oggi il consiglio di Lega Pro, la settimana prossima, con ogni probabilità, il Consiglio federale. Tutti gli scenari sono ancora aperti, nel mondo del calcio, di (quasi) certo c’è soltanto la ripartenza della serie A, che resterà con il classico format a 20 squadre. Il resto, sembra, sarà completamente ridiscusso: la sensazione è che la pandemia e lo stop al calcio possano diventare un’occasione per fare quello che da anni si deve fare: le riforme dei format. A partire dalla serie B e soprattutto dalla C, anello debole della catena, per poi andare a cascata sui tornei dilettantistici.

In queste ore è emersa un’indiscrezione che quasi nessuno si è sentito di smentire: si starebbe pensando, seriamente,. a realizzare una serie B extralarge, allargata a ben quaranta squadre e a ad una serie C dilettantistica o, al limite, semiprofessionistica come un tempo.

Si ridurrebbero dunque drasticamente le formazioni professionistiche, con un passaggio dalle 100 attuali (20 nella massima serie, 20 in serie B e sessanta affiliate alla Lega Pro) a soltanto sessanta. In questo scenario, la cadetteria passerebbe a due gironi da 20 squadre nei quali sarebbero presenti le società dell’attuale campionato cadetto (quindi retrocessioni bloccate), altrettante della Serie C (sicuramente le capolista Monza, Reggina e Vicenza, più altre diciassette da identificare, e vedremo con quali criteri) mentre la terza serie sarebbe composta dalle restanti 40 club dell’attuale Lega Pro più 20 società di Serie D (anche in questo caso, sarebbero sicure le vincitrici dei vari gironi della stagione 2019-20 più altre ancora da selezionare) per andare a comporre un campionato non, o parzialmente professionistico. Un'ipotesi che per adesso resta sul tavolo, anche perchè le riforme dei campionati potrebbero entrare in vigoresoltanto nella stagione successiva a quella dell'attuazione, dunque in questo caso nel 2021-22. Di certo, una decisione come questa andrebbe a favore della sostenibilità economica e impedirebbe il caos delle iscrizioni di ogni estate. 

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