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“Giochi senza frontiere” Tre mostri sacri dell’asta si sfidano dal loro giardino

“Giochi senza frontiere” Tre mostri sacri dell’asta si sfidano dal loro giardino

36 VOLTE A TESTA OLTRE I 5 METRI 

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ROMA

Un pò Giochi Senza Frontiere, un pò finale olimpica di una disciplina inedita: lo sport che verrà si è svelato ieri pomeriggio in diretta streaming (grande successo) da tre giardini di villini neanche troppo pretenziosi, nonostante le medaglie al collo dei proprietari. Protagonisti Duplantis da Fayetteville, in Louisiana, Renaud Lavillenie nel cortile di casa a Clermont-Ferrand, e Sam Kendricks da Oxford, Mississippi, United States. Distanti ma uniti, tre campioni a sfidarsi in una gara particolare di salto con l'asta. Hanno vinto ex aequo Duplantis e Lavillenie, superando 36 volte i 5 metri d'altezza nei 30 minuti della sfida. Kendrick si è fermato a 26. Chi sbagliava doveva rimettere l'asticella a posto da solo, perdendo tempo. Certo, una prova singolare: ma la gara era indubitabilmente una gara, con gli stessi attrezzi e gli stessi gesti, solo in condizioni nuove. Premiato non il guizzo ma la resistenza e la durata. Parametri comunque sportivi.

«E' stata una brillante iniziativa, molto innovativa e ci siamo tutti molto divertiti». Le parole del presidente di 'World Athletics' Sebastian Coe promuovono l'esperimento. Che fossero in molti a seguire l'evento via social lo testimonia anche il fatto che quando Duplantis e Lavillenie si sono ritrovati alla pari, con 36 salti a quota 5 metri effettuati in 30 minuti, sono arrivati in diretta tanti messaggi che chiedevano ai due uno spareggio, sebbene poi lo svedese primatista del mondo e l'olimpionico francese abbiano deciso di condividere la vittoria. «Va bene così - ha spiegato Lavillenie -. E' stato divertente e anche un pò pazzo, ma avevo talmente tanta voglia di competere che mi è sembrato di essere a un Mondiale». L'esperienza gli è piaciuta talmente tanto che Lavillenie ha accettato di ripeterla il prossimo 11 giugno: è sì perché in tempo di coronavirus è ormai certo che saranno gli 'Impossible Games' a prendere il posto del tradizionale meeting di Oslo. —

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